La storia d’Italia scorre di nuovo nelle edizioni straordinarie del Tg
ROMA. Lo sbarco sulla Luna, il rapimento Moro, le stragi del terrorismo e della mafia, i disastri naturali, la pandemia. È un viaggio nella storia il documentario «Edizione straordinaria» che Rai...
ROMA. Lo sbarco sulla Luna, il rapimento Moro, le stragi del terrorismo e della mafia, i disastri naturali, la pandemia. È un viaggio nella storia il documentario «Edizione straordinaria» che Rai Cultura propone stasera alle 21.45 su Rai3. Un'ora e mezza per ripercorrere i momenti esatti in cui gli italiani hanno appreso i grandi eventi dal '54 ad oggi, fissati dalle immagini giunte da tutto il mondo, divenute simboliche. Ideato e realizzato da Walter Veltroni con i ricercatori Enrico Salvatori, Marta Lalicata e Francesco Russo e il montaggio di Paolo Carpineta, è un approfondito lavoro di ricerca nelle teche Rai durato un anno e mezzo. «L'idea nasce dalla constatazione che per un lungo periodo, le edizioni straordinarie sono state il mezzo con cui gli italiani sentivano ciò che accadeva nel mondo» dice Veltroni. «Mi interessava l'evoluzione del linguaggio, per capire come gli italiani avessero saputo o non saputo le notizie». C'è, ad esempio, il caso della morte di Luigi Tenco, data tra le ultime notizie del Tg: il conduttore disse solo: «Il Festival di Sanremo continua nonostante la morte di Tenco. Ci sono state grandi rimozioni nella storia, non si trova neanche la registrazione della serata in cui Tenco cantò». «Mi interessa il cambiamento del linguaggio», prosegue l'autore. «All'inizio c'erano gli eredi delle radiocronache. A partire dagli anni '60 arrivano i veri e propri annunci televisivi, come con l'omicidio di Kennedy. Poi fu il tempo dei grandi giornalisti, Sergio Zavoli, Piero Angela, Andrea Barbato. Poi la stagione dei grandi conduttori. La situazione cambiò fino ai tempi dei social network». Lo sguardo dell'autore è rivolto ai giovani, ma non solo. «Nei ragazzi ho enorme fiducia. Più che ai giovani, però, questo lavoro è rivolto agli adulti, che sembrano essersi smarriti e hanno bisogno di riconnettersi con la nostra storia».