La storia dell’esilio di Ovidio in scena nel carcere di Sulmona

SULMONA. Il Piccolo teatro dello Scalo- Il Canovaccio di Chieti e I Viaggiatori nel tempo di Sulmona mettono in scena, oggi alle 15, nel carcere di massima sicurezza di Sulmona lo spettacolo “Il...
SULMONA. Il Piccolo teatro dello Scalo- Il Canovaccio di Chieti e I Viaggiatori nel tempo di Sulmona mettono in scena, oggi alle 15, nel carcere di massima sicurezza di Sulmona lo spettacolo “Il principe e il poeta” di Giuseppe Martocchia, per la regia del sulmonese Pietro Becattini che è anche uno degli interpreti insieme con Giancamillo Marrone, Maria Francesca Galasso, Paola D’Onofrio, Fabio Ranalli e Nicoletta Solitario Lancia.
Lo spettacolo - riservato solo agli ospiti della casa circondariale - è un dramma storico sugli ultimi giorni del poeta latino Ovidio, originario di Sulmona, prima dellesdilio inposto a Tomi nell’attuale Romania, nell’8 dopo Cristo.
«Siamo a Roma, nei giorni che precedono l’esilio, il verdetto piovuto sulla testa del poeta sulmonese, Publio Ovidio Nasone, tra i pensieri, i sentori attorno alla sentenza», di legge nelle note di presentazione dello spettacolo. «La trama quella tratta dalle pagine di “Il Principe e il poeta” di Giuseppe Martocchia, che insegnò per molti anni a Sulmona».
«Lo spettacolo», spiegano ancora le note di presentazione, «porterà il pubblico a ripercorrere le vicende che hanno segnato gli ultimi giorni del poeta Publio Ovidio Nasone in quel di Roma. Il suo conflittuale rapporto con il Principe Ottaviano Augusto e la sua consorte Livia Drusilla, fino alla “sentenza” che condannerà Ovidio all’esilio a Tomi».
Giuseppe Martocchia ha lasciato un patrimonio di opere fra le quali spiccano la raccolta delle poesie in latino e il romanzo “Non mi avrete mai”.
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