La storia in foto e lettere delle donne rinchiuse nel manicomio di Teramo

All’Archivio di Stato a Sant’Agostino la presentazione del volume di Marcello Mazzoni e la mostra sulle donne ricoverate nei primi del ’900
TERAMO. «Questi soltanto i pochi, forse neppure i veri»: la frase su una targa lapidea all’ingresso del manicomio di Teramo, rimossa negli anni Sessanta, è posta da Marcello Mazzoni a esergo del suo volume La nave dei folli – Storia del manicomio di Teramo (Artemia Nova Editrice, 277 pagine, 25 euro), storia del manicomio, poi ospedale psichiatrico, uno dei più grandi d’Italia, dalla nascita nel 1881 alla chiusura nel 1998. Viene presentato stamattina nell’Archivio di Stato di Teramo per la “Domenica di carta”, iniziativa del ministero della Cultura per far conoscere il giacimento archivistico e librario di biblioteche e Archivi di Stato.
Alla presentazione del volume, in programma alle 10.30, si affianca l’apertura nell’ex complesso conventuale di Sant’Agostino della mostra documentaria di foto e lettere di donne ricoverate nella struttura manicomiale teramana nei primi decenni del '900. «Quest’anno il tema assegnato dalla Direzione generale Archivi per la “Domenica di carta” è “Le storie delle donne nelle carte d’archivio”» spiega Ottavio Di Stanislao, direttore dell’Archivio di Stato. «Ci è sembrato importante dare rilievo non a donne teramane famose ma a donne colpite dall’esclusione o addirittura dalla repressione. Abbiamo scelto per la mostra le lettere delle ricoverate nel manicomio di Teramo, conservate nelle cartelle cliniche perché mai recapitate. Fino alla metà del secolo scorso i manicomi erano depositi di persone non desiderate e le donne erano ancor più penalizzate. Lettere, foto, cartelle cliniche, materiali già pubblicati e studiati da Annacarla Valeriano (nel libro Ammalò di testa, Donzelli, ndc)». La mostra, aperta oggi dalle 9 alle 13, potrà essere visitata anche nei prossimi giorni (9.30-13.30).
Sulle carte dell’Archivio, oltre che sui documenti conservati nella biblioteca Delfico e altri fondi si è basata la ricerca di Marcello Mazzoni per il libro La nave dei folli. Medico geriatra, autore di La pietà e la cura – Storia della sanità e degli ospedali a Teramo (Artemia, 2018), Mazzoni ricostruisce la storia del manicomio teramano. Che inizia con l’istituzione nel 1881 nell’ospedale Sant’Antonio Abate della sezione maniaci per “mentecatti poveri”, voluta dal medico Berardo Costantini, presidente della Congrega di carità. L’autore racconta la crescita della struttura, una città nella città che arrivò a ospitare 1700 ricoverati prima della Seconda Guerra mondiale, la vita dei pazienti (le cure, la dieta, il corredo) e del personale, l’evoluzione del manicomio con l’arrivo dei primi medici alienisti. Pone in risalto, inoltre, l’operato di direttori come Raffele Roscioli e Marco Levi-Bianchini. Questi, direttore dal 1924 al 1931, traduttore e divulgatore dell’opera di Freud, al quale fu legato da lungo rapporto epistolare, fece cambiare la denominazione in ospedale psichiatrico, riqualificò il personale medico e infermieristico, riorganizzò i reparti, aprì sezioni a Giulianova e Campli, istituì il Dispensario di igiene mentale, uno dei primi presidi psichiatrici in Italia. E fondò a Teramo nel 1925 la Società psicoanalistica italiana.