La tragedia del Bataclan, Banksy e la porta rinvenuta a Teramo

TERAMO. Il caso della porta del Bataclan, dipinta dall’artista Banksy per ricordare le vittime dell’attentato terroristico al teatro parigino, trafugata nella Ville Lumière e ritrovata dai...
TERAMO. Il caso della porta del Bataclan, dipinta dall’artista Banksy per ricordare le vittime dell’attentato terroristico al teatro parigino, trafugata nella Ville Lumière e ritrovata dai carabinieri nelle campagne del Teramano, è raccontato nel documentario di Edoardo Anselmi Banksy e la ragazza del Bataclan” in onda stasera su Rai5 alle 21.15 per la rubrica Art Night. La trasmissione, condotta da Neri Marcorè, va in onda dopo l’anteprima di ieri a Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia, a Roma.
Il film, scritto dal regista con Claudio Centioni, ricostruisce la vicenda del furto e del ritrovamento dell'opera La ragazza triste, realizzata dall'artista e writer di Bristol che si cela dietro il nome Banksy (Robin Gunningham, verosimilmente). Prodotto da Ga&A e Tinkerland, con Luce Cinecittà, Arte G.E.I.E. e Rai Cultura, in collaborazione con Rai Teche e altri, il documentario racconta un caso pieno di misteri che suscitò sdegno per l’ulteriore oltraggio che il furto recava ai morti. Banksy realizzò La ragazza triste su una porta dell'uscita di emergenza del Bataclan per commemorare le vittime del sanguinario attentato compiuto dagli islamisti dell’Isis il 13 novembre 2015 nella sala parigina, in cui morirono novanta persone, in maggioranza giovani, presenti per il concerto del gruppo staunitense Eagles of Death Metal. Altre decine di vittime e centinaia di feriti si contarono in due giorni negli attacchi armati in tre arrondissement e allo Stade de France. Tre anni dopo, lo street artist con stencil e vernice bianca raffigurò sulla porta del teatro una giovane velata e triste, opera che divenne rapidamente un simbolo di cordoglio e raccoglimento, non solo per i francesi. Purtroppo, dopo circa un anno e mezzo, la notte del 26 gennaio 2019, La ragazza triste sparì, rubata da tre uomini incappucciati che con una smerigliatrice segarono i cardini della porta. L’opera sembrava finita nel nulla, ma a giugno 2020, come ricostruisce il documentario, le indagini congiunte degli investigatori francesi e italiani portarono all’irruzione in un casolare nella campagna di Sant’Omero, nel Teramano, abitato da ignari inquilini cinesi.
I carabinieri di Teramo, di Alba Adriatica e del Nucleo tutela patrimonio culturale (Ntpc) di Ancona, e la polizia francese trovarono la porta del Bataclan in soffitta, avvolta in un lenzuolo. Sette francesi e un italiano (un imprenditore di Tortoreto) a giugno 2022 in Francia sono stati processati e condannati. La ragazza triste restituita alla Francia e ricollocata al suo posto.
Tra le testimonianze presenti nel film di Anselmi ci sono quelle del comandante della polizia giudiziaria francese, presente la notte degli attacchi al Bataclan, di uno dei ladri e del principale sospettato come committente del furto. Inoltre parlano della vicenda Carmelo Grasso, comandante del Nucleo Tpc di Ancona fino al 2021, ora a Teramo alla guida del reparto operativo provinciale, Emiliano Ferrante, all’epoca brigadiere dei carabinieri della compagnia di Alba, che ritrovò l’opera di Bansky, un esperto di street art e in particolare di Banksy, una sociologa della street art e storica dell’architettura urbana, un avvocato esperto di copyright, il battitore d’asta di opere di street art della maison parigina Artcurial.