La tragedia di Rigopiano nel libro del sopravvissuto Matrone

20 Settembre 2024

PESCARA. Centottanta fitte pagine per raccontare il dramma delle sessantadue lunghe, interminabili ore passate sotto la neve dal superstite simbolo di una catastrofe che ha mietuto ventinove vittime,...

PESCARA. Centottanta fitte pagine per raccontare il dramma delle sessantadue lunghe, interminabili ore passate sotto la neve dal superstite simbolo di una catastrofe che ha mietuto ventinove vittime, tra cui la moglie Valentina. L’ultimo sopravvissuto, 62 ore sotto la neve, un disastro ancora senza colpevoli: questo il titolo del libro sulla tragedia di Rigopiano in uscita oggi nelle librerie e online per Newton Compton, scritto da Giampaolo Matrone, il pasticcere di Monterotondo (Roma), oggi quarantenne, sopravvissuto al più grave disastro sulle nevi mai accaduto in Italia. Il resort nel comune di Farindola fu spazzato via, il 18 gennaio 2017, da una valanga: tra i ventinove morti c’era anche la moglie di Matrone, Valentina Cicioni. Lui fu l’ultimo a essere estratto dalle macerie dai soccorritori, dopo sessantadue interminabili ore, vivo ma con pesanti menomazioni, soprattutto agli arti, e con lo strazio di aver perso la sua compagna di vita nonché mamma della loro figlia, Gaia. Il volume racconta quell’inferno, la disperazione, la speranza, ma anche la rabbia per le gravi lacune nei soccorsi e per l’amaro esito dei processi sulle responsabilità di questa «catastrofe di Stato».
«Scrivere questo libro era un sogno che cullavo da tanto tempo, per far conoscere a tutta l’Italia la verità su come sono andati davvero i fatti di Rigopiano e per lasciare un ricordo della mamma e della nostra storia a mia figlia Gaia», spiega l’autore. «È stato un “parto” faticoso: più di un anno e mezzo di lavoro, ripercorrere tutto non è stato facile, in alcuni momenti ero proprio stremato, anche perché contemporaneamente impegnato in un’altra battaglia, quella in tribunale. Ma rivisitare tutti questi eventi e metterli nero su bianco mi ha fatto bene, ha aiutato anche il mio continuo percorso fisico-riabilitativo, e poi confido sempre che questo volume possa smuovere anche le coscienze dei giudici, oltre che dell’opinione pubblica, in vista del processo di Cassazione previsto per il prossimo inverno e dei giudizi civili per i risarcimenti».