La vita di Alberto Sordi in un film di Luca Manfredi

22 Febbraio 2020

ROMA. «Alberto Sordi come una maschera della nostra cultura, della commedia dell'arte, se ancora si può dire... È come se io l'avessi indossata, affidandomi al cuore e alla pancia». Nel centenario...

ROMA. «Alberto Sordi come una maschera della nostra cultura, della commedia dell'arte, se ancora si può dire... È come se io l'avessi indossata, affidandomi al cuore e alla pancia». Nel centenario della nascita, Rai1 celebrerà Alberto Sordi, scomparso il 24 febbraio 2003, con un film tv in onda, il 21 aprile su Rai1, in cui il ruolo del popolare attore romano è interpretato da Edoardo Pesce (David di Donatello per Dogman). Il folm si intitola “Permette? Alberto Sordi”ed è diretto da Luca Manfredi che ha firmato la sceneggiatura con Dido Castelli. Il 24, il 25 e il 26 febbraio il film sarà protettao nei cinema.
Presentato ieri nella sede della Rai di viale Mazzini a Roma, il film racconta i vent'anni in cui il giovane Alberto Sordi è diventato l'uomo che, come disse Ettore Scola, «non ci ha mai permesso di essere tristi».
«Con più di duecento film, una galleria di personaggi indimenticabili, con un gioco di invenzioni e di tic sui loro modi di parlare e di muoversi, come il suo famosissimo saltello», ha detto Manfredi. «Ma Alberto ha dovuto faticare non poco, per vedere riconosciuto il suo talento».
Il film vuole ricordare le origini e la straordinaria vitalità dell'attore, il suo talento, l'artista e l'uomo, tra difetti e virtù. Pesce interpreta un giovane e tenace Alberto Sordi, ripercorrendo i primi vent'anni della carriera, dal 1937 al 1957, dall'espulsione dall'Accademia di recitazione di Milano, al lavoro di doppiatore di Oliver Hardy, alle partecipazioni alla radio e al teatro di varietà, fino alla popolarità con il personaggio di Nando Moriconi nel film “Un americano a Roma” di Steno. In quel periodo nasce l'amicizia con Fellini che lo avrebbe portato al successo come attore.
«Stando un mese nel personaggio, mi sono affezionato molto di più», ha detto edoardo Pesce. «Si è creata quasi una magia, nel mio privato. È stato bello immaginare questo Sordi privato, ho lavorato di fantasia, avevo un'idea quasi astratta dell'Alberto Sordi uomo. Ho sentito una vicinanza. È stata una cosa sentimentale e istintiva, molto mia. All'inizio, ho avuto molte insicurezze, molte remore, sia sull'età che sul fisico. Io sono molto alto.
Nel cast c’è anche Pia Lanciotti nel ruolo di Andreina Pagnani, un grande amore giovanile di Sordi che fece all'epoca scandalo, perché lei era più grande di 14 anni. «Il tratteggio dei personaggi», commenta l’attrice, «è stato molto delicato. Andreina era una creatura profondamente gentile. Una grande attrice e l'amore con Sordi fu un vero e proprio incontro dell'anima».