La vita di Billie Holiday in parole e musica

Il PeFest con il Florian Metateatro presenta lo spettacolo di e con Ksenija Prohaska sulla leggenda del jazz e del blues
PESCARA. Eleanora Fagan o Elinore Harris, nota anche come Lady Day, ma passata alla storia della musica mondiale come Billie Holiday: una leggenda della musica contemporanea, una regina del canto jazz blues, una donna straordinaria con una vita difficile e importante.
Nata a Filadelfia il 7 aprile 1915, Billie Holiday morì a New York a 44 anni il 17 luglio 1959. Giusto sessant’anni fa. Occasione per il Florian Metateatro – Centro di produzione teatrale, in collaborazione con Teatro Nazionale Croato di Spalato, per portare in scena a Pescara “Billie Holiday”, di Ksenija Prohaska, anche protagonista, e Arsen Ostojic, che cura anche la regia dello spettacolo –, nella traduzione di Sandro Damiani. L’allestimento a cura di Giulia Basel (disegno luci di Andrea Micaroni) sarà stasera sul palco del Teatro D’Annunzio per il PeFest dell’Emp, Ente manifestazioni pescaresi
Inverno 1948/’49. La pièce si apre con Charlie che entra nel locale accende le luci, posa un mazzo di gardenie, accende la radio. La radio dà la notizia che quella sera Billie Holiday farà la sua grande rentrée, con un concerto alla Carnegie Hall, dopo che da poco è uscita dall'istituto/carcere di Alderson, dove ha scontato una pena di otto mesi per uso di droghe. Charlie, mentre ascolta la radio, fa ordine. Dall'esterno si sente una voce chiamarlo. Va ad aprire. È Billie Holiday con il suo pianista Bobby Tucker.
In un dialogo da monologo interiore, con il Charlie interpretato da Daniele Ciglia, e cantando nove canzoni del repertorio di Billie Holiday, accompagnata dal pianoforte di Fabio D’Onofrio, Ksenija Prohaska, autrice ed interprete, ripercorre in un crescendo la vita di Billie Holiday sin da bambina, i primi passi da cantante fino al presente, al rapporto col proprio uomo e al racconto del “sogno”: acquistare una grande casa e adottare tantissimi bambini . Lo spettacolo è parte del progetto di relazione tra le due sponde dell’Adriatico “Di qua e di là dal Mare” promosso da Giulia Basel e Sandro Damiani che il Florian Metateatro ha avviato nel 2017 e che ha portato alla coproduzione di “Sei donne appassionate” con il Dramma Italiano del Teatro Nazionale di Fiume, spettacolo rappresentato in Croazia e in Slovenia e presentato anche in Italia al Festival Quartieri dell’Arte di Viterbo. Ksenija Prohaska, Artista-primattrice Nazionale Croata nel 1987 si trasferisce negli Stati Uniti, a Hollywood, dove si perfeziona sia in recitazione con Rick Eldestein (noto per la regia della serie tv Starsky & Hutch), che in canto, con vari maestri dell'Actors Studio e del Broadway-style, e continua l'attività artistica come attrice di prosa, cinematografica e televisiva. Compare in vari film, tra cui Bugsy di Barry Levinson, con Warren Beatty, Joe Mantegna, Ben Kingsley, nel ruolo di Marlene Dietrich: si tratta della prima “apparizione” del personaggio di Marlene nel cinema con la diva berlinese ancora in vita. Canta inoltre in vari club, tra cui alla House of Blues di Los Angeles. Nel 1999 torna in Croazia. Entra nel Teatro nazionale di Spalato. Debutta con il monodramma musicale Marlene Dietrich, che continua a interpretare ininterrottamente da allora, nella ex Jugoslavia, in Italia ( e riceve il Premio Adelaide Ristori), in Russia, Romania, Bulgaria, Moldova, Stati Uniti, Venezuela. Allestisce due recital-concerti: Raccontare Edith Piaf e La Chanson. Dal 2008 al 2010 interpreta la Regina Geltrude (Amleto) per la regia del russo Alekasndr Ogarjev e la pianista Clara Schumann nell'omonimo monologo di Valeria Moretti. Sono del 2012 lo spettacolo Chi ha paura di Virginia Woolf di Edward Albee; il recital Io che amo solo te dedicato alla canzone italiana e il concerto poetico-musicale spagnolo-croato-italiano trilingue Gracias a la vida.
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