La vita di Nathalie-Isabelle sconvolta dalle cose che verranno

20 Aprile 2017

Ci sono brave attrici che incappano in un brutto film dopo l'altro, come Nicole Kidman ("La famiglia Fang", "Il segreto dei suoi occhi", "Lion"), e altre che non sbagliano un colpo, come la super...

Ci sono brave attrici che incappano in un brutto film dopo l'altro, come Nicole Kidman ("La famiglia Fang", "Il segreto dei suoi occhi", "Lion"), e altre che non sbagliano un colpo, come la super brava Isabelle Huppert. Dopo "Il condominio dei cuori infranti", "Segreti di famiglia", e il recente "Elle", la diva francese torna sui nostri schermi con "Le cose che verranno", quinto lungometraggio della 36enne Mia Hansen-Løve, Orso d'argento alla Berlinale 2016 con questa regia.

"L'avenir" (titolo originale del film) pone improvvisamente di fronte a un futuro senza certezze la non più giovane Nathalie (Huppert), insegnante di filosofia in un liceo. La donna conduce una vita quietamente appagata: da 25 anni è sposata col collega Heinz (André Marcon), dal quale ha avuto due figli; vive in un bell'appartamento parigino ricolmo di libri e trascorre le vacanze in una casa in Bretagna; dirige una collana filosofica per una casa editrice; ha un buon rapporto coi suoi allievi, ai quali, abbandonati gli slanci rivoluzionari di gioventù, insegna a pensare con la loro testa. Un giorno, però, il suo mondo apparentemente sereno va in frantumi. La casa editrice chiude la collana. Heinz la lascia per una donna più giovane e, come se non bastasse, porta via molti dei loro volumi, aprendo vuoti anche nelle librerie di casa. Intanto Nathalie deve ricoverare, a malincuore, l'ormai ingestibile madre Yvette (Edith Scob), in un istituto e farsi carico della sua gatta Pandora, a cui è allergica. Poco dopo Yvette muore.

Di fronte al doppio abbandono Nathalie si ritrova ad affrontare la solitudine e il tempo che passa. Oltre che sulla propria intelligenza e ironia, potrà contare sulla complicità intellettuale di Fabien (Roman Kolinka), il più brillante dei suoi ex studenti. (afu)

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