La voce “Senza filtro” di Alda Merini va in scena a Sant’Omero

SANT’OMERO. "Senza filtro", spettacolo della compagnia milanese Gli Eccentrici Dadarò sulla poetessa Alda Merini, voce tra le più importanti e note del secolo scorso, a lungo rinchiusa in manicomio,...
SANT’OMERO. "Senza filtro", spettacolo della compagnia milanese Gli Eccentrici Dadarò sulla poetessa Alda Merini, voce tra le più importanti e note del secolo scorso, a lungo rinchiusa in manicomio, apre stasera a Sant'Omero l'11esima edizione di Teatri Paralleli, Festival nazionale di teatro delle differenze, decorato col Premio Enriquez per impegno sociale e civile. Quattro le serate (piazza De Curtis, ore 21.15, ingresso gratuito). Organizzano la cooperativa sociale La Formica, la Compagnia Terrateatro, la pro loco e il Comune di Sant'Omero. In cartellone domani "Antologia del Nulla" di Isole Comprese Teatro; domenica "Tutorial" di Teatro Buffo; lunedì"Lenta non è la Lumaca" di Teatro stabile d'Abruzzo e Terrateatro.
Lo spettacolo "Senza filtro", con interprete Rossella Rapisarda (Angelo custode), premiato al Città di Viareggio e dal sito di critica teatrale Saltinaria, non è un reading, ha spiegato al Centro il regista Fabrizio Visconti: la poesia di Alda Merini (1931-2009), pur aleggiando, rimane in secondo piano: «"Senza filtro" racconta la vita di Alda, è un ritratto costruito incontrando le persone che l'hanno conosciuta bene, dal suo fotografo Giuliano Grittini, ad Arnoldo Mondadori, che la incoraggiò a scrivere le poesie più spirituali, ad Alberto Casiraghi, l'amico poeta ed editore che con la sua casa Pulcinoelefante pubblicò i volumetti di aforismi di Alda».
Lo spettacolo, nato nel 2013, viene ripreso per la stagione teatrale 2017-18, accompagnando il 40esimo anniversario della legge Basaglia che ha abrogato i manicomi. «Pensavamo a uno spettacolo sulle poesie di Alda», dice Visconti, «poi virammo sulla sua vita dopo l'incontro con questi testimoni e i tanti del Naviglio che si ricordavano di lei e ancora oggi sentono il suo amore e la sua assenza, angeli custodi del suo ricordo». Fondamentale è anche il confronto con la biografa di Merini, Luisella Veroli, autrice di "Ridevamo come matte". Scena di "Senza filtro" è il Bar Charlie, sui Navigli, dove Alda Merini amava scrivere, fumare, chiacchierare, ridere. Lì, la "notte dopo", l'aspetta per un'ora l'Angelo custode, prendendo appunti per ricostruirne la vita. Chissà se Alda si presenta? Dopo tutto uno dei suoi verticali aforismi dice: «Le ali degli angeli raffreddano i poeti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA