Laboratori, convegni, lezioni aperte per “Una giornata con la d’Annunzio”

12 Marzo 2024

CHIETI. L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara ha aderito all’invito della Crui, (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) che, col patrocinio del Mur, ha istituito...

CHIETI. L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara ha aderito all’invito della Crui, (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) che, col patrocinio del Mur, ha istituito la Giornata delle Università Italiane con un tema specifico per questa prima edizione: “Università svelate”. Come in tutta Italia, mercoledì 20 marzo la d’Annunzio aprirà aule, laboratori e sedi storiche alla cittadinanza “svelando” il suo esser università. Il rettore Liborio Stuppia ha affidato la fase organizzativa a un gruppo di lavoro coordinato dalla professoressa Elisabetta Dimauro, sulla scorta della positiva esperienza maturata per “La Notte Europea dei Ricercatori 2023”. Insieme a tutti i dipartimenti e ai centri dell’ateneo, il gruppo ha allestito un programma che vede nella mattinata del 20 marzo una trentina di seminari, lezioni aperte, talk, incontri e visite guidate ai laboratori universitari, attività che saranno ospitate nei due Campus a Chieti e a Pescara. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 19, apertura di antichi palazzi e musei sedi della d’Annunzio nel centro storico di Chieti con seminari, mostre e visite guidate. «Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’invito della Crui» racconta Stuppi, «perché siamo convinti che questo Ateneo deve esser sempre aperto alla cittadinanza con le sue strutture, le sue iniziative, una sua presenza autorevole ma non statica e arroccata bensì osmotica e permeante. Siamo, cioè, convinti che non possiamo esser aperti solo nell’accoglienza delle nuove generazioni che scelgono di fare qui il loro percorso di alta formazione ma dobbiamo esserlo ogni giorno come realtà viva, luogo dove si fa ricerca, si sviluppa quella applicata, si eroga certamente la didattica ma, più in generale, si produce cultura che deve alimentarsi nel confronto e non nell’autoreferenzialità».