Lady D verso l’Oscar e il divertente ritorno di Carezza e Sorriso

Kristen Stewart è la principessa del Galles di Pablo Larraìn Pesce e Roja ridanno vita ad “Altrimenti ci arrabbiamo”
Con “Spencer” arriva oggi in sala l’ennesimo ritratto di Lady Diana, ma questa volta disegnato da un grande autore, accompagnato da altre novità cinematografiche, tra cui il remake del mitologico “… Altrimenti ci arrabbiamo!” a quasi mezzo secolo dall’originale.
SPENCER di Pablo Larraìn, su sceneggiatura di Steven Knight, presentato alla 78ª Mostra di Venezia, affida all’inquieta star Kristen Stewart l’interpretazione della principessa del Galles. Il regista cileno, già autore con “Jackie” di un altro intenso ritratto femminile, coglie l’infelice Lady Diana Spencer nel momento delle scelte cruciali per la sua vita, soffocata da regole e liturgie di un mondo che l’aveva imprigionata in un sogno fasullo. Nel 1991 il matrimonio col principe Carlo è in crisi ma, a dispetto delle voci sull’imminente divorzio, la famiglia reale tenta di mantenere la pace in vista delle festività natalizie nel castello di Sandringham. È in quei giorni che Diana matura la scelta di chiudere con Carlo, rompendo gli schemi. Diana esce dalla corte ed entra nel mito per diventare un’icona pop. Il film di Larraìn, che nel titolo restituisce identità a Lady D, immagina cosa potrebbe essere successo in quei giorni. Candidatura all’Oscar come migliore attrice protagonista per Kristen Stewart.
ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO di YouNuts! (Antonio Usbergo e Niccolò Celaia) rende omaggio alla pellicola del 1974 di Marcello Fondato, con la simpatica coppia Edoardo Pesce (Carezza) e Alessandro Roja (Sorriso), che rifanno Bud Spencer e Terence Hill, mentre la parte del villain tocca a Christian De Sica. La canzone tormentone “Dune Buggy” degli Oliver Onions (Guido e Maurizio De Angelis)è ripresa da Federico Zampaglione. Nel cast Alessandra Mastronardi.
CALCINCULO di Chiara Bellosi (“Palazzo di giustizia”), prende il titolo da quella giostra spericolata in cui ci si lancia coi seggiolini (spinti da un bel calcione) per afferrare il codino e il premio. Al centro di questo racconto di formazione l’amicizia tenera e imprevedibile sbocciata al luna park tra la 15enne solitaria e sovrappeso Benedetta (l’esordiente Gaia Di Pietro) e la giostraia Amanda (Andrea Carpenzano), creatura libera e sregolata, che sta completando la transizione di genere.
PARIGI, 13 ARR. di Jacques Audiard, prende il nome dal 13° arrondissement, il quartiere dei grattacieli Les Olympiades, in cui si intrecciano le vicende dei 4 giovani protagonisti, che lì lavorano, si incontrano, si amano. Sceneggiatura scritta da Audiard con Céline Sciamma e Léa Mysius dai racconti a fumetti “Killing and Dying” di Adrian Tomine, in Italia “Morire in piedi” (Rizzoli).
AMBULANCE di Michael Bay prende il via da una rapina finita male, protagonisti i fratellastri Will e Danny (Yahya Abdul-Mateen II e Jake Gyllenhaal). Il primo ha bisogno di soldi per le cure alla moglie; il secondo, un balordo, suggerisce un grosso colpo in banca. Però il piano fallisce e i due devono scappare sequestrando un’ambulanza con a bordo un poliziotto ferito, inseguiti per le strade di Los Angeles da polizia e malavita.
UNA STORIA D’AMORE
E DI DESIDERIO di Leyla Bouzid (figlia d’arte di Nouri Bouzid) è un confronto culturale intorno al tema della seduzione. Due studenti della Sorbonne si innamorano scoprendo la letteratura araba erotica. Ma Farah (Zbeida Belhajamor), arrivata a Parigi dalla Tunisia, è libera e disinvolta, mentre Ahmed (Sami Outalbali), radici algerine, è stato educato in maniera severa, non conosce l’arabo ed è pieno di tabù.
IL PEGGIOR LAVORO
DELLA MIA VITA di Thomas Gilou, vede il giovane Milann (Kev Adams) condannato alla pena alternativa del servizio socialmente utile in una casa di riposo. Non ne è contento e pure gli anziani ospiti lo guardano male. Ma pian piano si affezionano tra loro e quando Milann scopre che la residenza assistenziale è amministrata da un direttore truffatore, organizza la rivolta e la fuga di 7 anziani, capeggiati da Lino, Gérard Depardieu.