Laika, la sfida continua: un disegno contro la mafia E ora nessuno lo strapperà

Non le è piaciuta affatto la storia di quel poster strappato troppo presto e buttato via come la pubblicità scolorita di un detersivo: lei l’aveva messo di notte su un muro davanti al carcere Le...
Non le è piaciuta affatto la storia di quel poster strappato troppo presto e buttato via come la pubblicità scolorita di un detersivo: lei l’aveva messo di notte su un muro davanti al carcere Le Costarelle dell’Aquila – dal 16 gennaio scorso è questa la residenza del boss della mafia Matteo Messina Denaro arrestato dopo 30 anni di latitanza – ma qualcuno l’ha rimosso dopo nemmeno 24 ore per presunti motivi di ordine pubblico. E allora Laika, la street artist mascherata, per tutti la Bansky italiana, ha pensato che quel messaggio in ricordo di un bambino sciolto nell’acido ad appena 12 anni per punire il padre collaboratore di giustizia avrebbe dovuto continuare a circolare: Laika è tornata in Abruzzo e Aielli, il borgo dei disegni sul cemento, le ha messo a disposizione la tela di una casa: “Mafia sucks”, grida (ancora) il suo murales diventato virale.
Di solito, Laika agisce di notte: blitz in strada per attaccare la sua arte ai muri. Stavolta, ha lavorato alla luce del sole sotto lo sguardo incuriosito dei residenti del paese che, ormai, è un museo all’aperto. «L’indescrivibile emozione di assistere alla ri-nascita di un’opera. Stavolta per sempre», queste le parole usate dalla pagina Facebook del Borgo universo per presentare l’opera di Laika.
Il disegno, che ha allungato l’elenco dei murales nel paese meta di migliaia di visitatori, raffigura Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino, ucciso e sciolto nell’acido dalla mafia l’11 gennaio del ’96. Il piccolo Giuseppe è ritratto sul suo cavallo, mentre festeggia la cattura di Messina Denaro, mandante del suo omicidio: con le mani fa il segno della vittoria. «L’opera già rimossa? Accade di frequente ma, in questa circostanza, vista l’importanza del messaggio», ha detto Laika durante un’intervista per il programma “Storie” di Rete8, «speravo che durasse un po’ di più. Evidentemente era un messaggio forte che dava fastidio a qualcuno. Non sono arrabbiata, un po’ delusa sì: è un’occasione mancata».
Invece, Aielli si è presentato come il paese delle seconde occasioni: da giorni, l’opera di Laika rimbalza su bacheche Instagram e pagine Facebook. Il video della street artist in azione, con la maschera bianca, la parrucca rossa e la tuta da lavoro, gira: «Laika, come un raggio di sole, ha riempito Aielli di luce», recita il messaggio del Borgo Universo, «un’immagine potente e commovente, tanto dolorosa quanto piena di vita, quella del piccolo Di Matteo trionfante, in sella al suo cavallo. Un’immagine scomoda, che qualcuno altrove ha voluto cancellare e che ha ritrovato spazio nel nostro museo. Oggi Giuseppe vive di nuovo sulla parete del Comune di Aielli e il suo sorriso non potrà più spegnersi». E poi un altro post per raccontare che quel murale è qualcosa di più di un disegno: è un appello alla legalità, alla condanna della malavita, alla memoria. «Ad Aielli», dice ancora il post, «siamo fermamente convinti che quando si ha una determinata risonanza sia opportuno assumersi delle responsabilità e riteniamo che in questo mondo sia impossibile non prendere una posizione. Così, il Comune di Aielli con un grande atto di Coraggio da parte del sindaco Enzo Di Natale, ha contattato l’artista, proponendole di far rivivere di nuovo quell’opera su una parete del nostro museo a cielo aperto e lei, senza esitare, ha accettato. Da oggi Aielli racconterà anche la storia del giovane Giuseppe Di Matteo, perché la mafia fa schifo e bisogna combatterla senza paura».