Lanciano festeggia Il Ponte con il teatro di Santanelli e la storia di un detenuto

LANCIANO. Sono passati 40 anni da quando l’allora parroco della cattedrale di Lanciano, don Valentino Toffanin, accortosi della passione di tanti ragazzi e giovani per il teatro, mise loro a...
LANCIANO. Sono passati 40 anni da quando l’allora parroco della cattedrale di Lanciano, don Valentino Toffanin, accortosi della passione di tanti ragazzi e giovani per il teatro, mise loro a disposizione la sala Caritas dove, coinvolgendo parrocchiani e maestranze, fece costruire un vero e proprio palco teatrale con tanto di sipario ed impianto luci. È lì che, nel 1983, nacque l'associazione culturale Il Ponte, che debuttò nella sala Mazzini con la commedia dialettale “Queste è lu tempe de mo’” di Leonello Marino.
Da allora ad oggi il Ponte ha ininterrottamente prodotto almeno uno spettacolo teatrale all’anno, cimentandosi con commedia dialettale o in lingua, drammi, musical ma, soprattutto, collaborando sempre con le altre realtà culturali e artistiche del territorio. Un esempio per tutti è la collaborazione, ormai più che ventennale, con il Teatro del Sangro che ha portato alla creazione del Teatro Studio Lanciano. In questi 40 anni di attività sono tanti gli spettacoli prodotti: quelli di maggiore impatto e successo sono la commedia musicale su don Bosco, “Scusi, lei ci crede ai miracoli?” (1991), “Ammèn” di Dino Potenza (1997), il musical “Il sogno di Giuseppe” nell’anno giubilare 2000, il capolavoro di Erri De Luca “Nel nome della Madre” (2014), “I due gemelli” di Goldoni (2016), sino ad arrivare al 2021 con la messa in scena de “La Contesa” di Francesco Maria Angelucci, su musiche originali di Luigi Friotto, che ha portato Il Ponte alla ribalta nazionale grazie ai prestigiosi premi ricevuti. Negli ultimi anni, sotto la guida dell’attuale presidente Carmine Paolini, l’associazione culturale sta puntando molto sulla formazione teatrale. Considerato che il teatro è da sempre la principale attività dell’associazione, i suoi primi 40 anni di vita saranno festeggiati proprio con il teatro e nel teatro, il Fenaroli.
Si parte oggi, alle ore 18, con l'incontro con Manlio Santanelli, uno dei maggiori drammaturghi contemporanei, e Mariano D’Amora che presenterà il suo libro dedicato proprio a Santanelli. Alle 21, poi, verrà proposto lo spettacolo “Regina Madre” dello stesso Santanelli, interpretato da Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini (ingresso gratuito). Domani, alle 21, prima teatrale di “Papà, ti presento tuo figlio”, ispirato alla vicenda del detenuto-attore Vincenzo Lo Russo. Dal 2017, infatti, l’associazione gestisce all’interno della casa circondariale di Lanciano un corso di teatro per detenuti che ha portato alla formazione di una “costola”, la compagnia teatrale Un Ponte per la libertà, guidata dal regista e direttore artistico Carmine Marino e composta da oltre venti detenuti.
«Ho scritto questo spettacolo ripercorrendo, tra realtà e fantasia, il triste periodo della detenzione vissuto dal giovane napoletano», spiega Carmine Marino, «che, una volta uscito da “quel luogo”, va a trovare il padre che lo aveva abbandonato. Nasce così uno spettacolo intenso, ricco di emozioni, dove si vuole dimostrare come il teatro può aiutare a rinascere, a cambiare vita». Lo spettacolo sarà preceduto alle 18, sempre al Fenaroli, da un incontro-dibattito aperto al pubblico per ascoltare le testimonianze dei protagonisti, tra cui lo stesso Lo Russo, e riflettere sul binomio teatro e carcere insieme a Mario Silla, direttore della casa circondariale di Lanciano, e Danilo Ranieri, assessore alla cultura del Comune di Lanciano. Venerdì 15, alle 21, chiuderà lo spettacolo “Meglio abbondare” (gratuito), ultimo cavallo di battaglia dell’associazione.