Laura Pausini e Biagio Antonacci il tour parte alla grande da Bari

BARI. Una lunga passerella a forma di L a destra del palco, una B a sinistra e in mezzo due frecce circolari che si rimandano a vicenda e accolgono il pubblico in un tenero abbraccio. L per Laura e B...
BARI. Una lunga passerella a forma di L a destra del palco, una B a sinistra e in mezzo due frecce circolari che si rimandano a vicenda e accolgono il pubblico in un tenero abbraccio. L per Laura e B per Biagio. Pausini e Antonacci (i “Pausinacci”, scherzano loro) che, mercoledì sera a Bari, hanno debuttato con il loro primo tour insieme negli stadi che, il 23 luglio farà tappa nello Stadio Adriatico di Pescara. Un concerto maestoso (78 metri di palco, 22 metri di altezza per tre livelli, 4 passerelle lunghe 35, 9 ballerini, 4 coristi), durato oltre tre ore, durante il quale i due artisti sono stati re e regina, accompagnandosi, duettando, giocando uno nella canzone dell'altra e viceversa, lasciando spazi aperti e riempiendoli subito dopo. Un concerto pensato come uno spettacolo pirotecnico a 360 gradi, sul quale è impressa a fuoco la firma del direttore artistico Luca Tommassini, che ha pensato e voluto uno show dal sapore internazionale, tra colori (a dominare il corallo e l'ottanio, voluti da Laura), coreografie (che hanno coinvolto anche i due cantanti), video realizzati per quasi tutte le 33 canzoni in scaletta (come quello di Ritorno ad amare con una
Pausini che omaggia Freddie Mercury con tanto di giacca di pelle gialla o quello di Ti penso raramente con Antonacci moderno Charlie Chaplin, in uno dei tanti rimandi cinematografici inseriti qua e là), viaggi virtuali per creare mondi diversi per ogni canzone. Il tutto intessuto come una trama preziosa, con la musica comunque a regnare sovrana nel segno del pop (con qualche concessione più rock). Il via, dopo un mini-documentario di 8 minuti che ha ripercorso il lavoro di questi mesi, è a due voci con Un'emergenza d'amore e Liberatemi, mentre sullo schermo scorrono le immagini di cavalli che corrono veloci e strizzano l'occhio a Il Gladiatore di Ridley Scott con Russell Crowe. I “Pausinacci” si divertono e si commuovono: c'è spazio anche per un momento familiare con l'intervista doppia in stile Iene a Silvia e Graziano, rispettivamente sorella di Laura e fratello di Biagio. E l'atmosfera intima si respira anche durante i momenti di Laura canta Biagio e Biagio canta Laura quando sul palco si materializza un piccolo loft accogliente con divano, quadri appesi alle pareti (il «selfie» di Van Gogh che prende vita con le fattezze di Biagio e la Ragazza con l'Orecchino di Perla che parla romagnolo) e loro due a chiacchierare e a cantare vecchi successi come fossero a casa tra pochi amici, in un equilibrio che non vacilla mai.
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