Laurent Petitgand a Crecchio «Amo l’Abruzzo delle montagne»

CRECCHIO. Laurent Petitgand e il suo canto libero tra lirismo e rock all’Auditorium Santa Maria da Piedi, antica chiesa sconsacrata di Crecchio destinata a diventare «un polo culturale importante»....
CRECCHIO. Laurent Petitgand e il suo canto libero tra lirismo e rock all’Auditorium Santa Maria da Piedi, antica chiesa sconsacrata di Crecchio destinata a diventare «un polo culturale importante». Questo è l’augurio dell’artista frances,e autore di colonne sonore per Wim Wenders ( nel “Cielo sopra Berlino” ha anche interpretato il ruolo di direttore d'orchestra) e Salgado (“Il sale della terra”), al termine del suo concerto performance del primo maggio, offerta da Artinvita Festival internazionale degli Abruzzi, pregevole rassegna in corso fino al 12 maggio, nata dalla collaborazione tra Francia e Italia - madrina etica è l’attrice Juliette Binoche - con l’idea di creare ponti tra le culture e promuovere i tre comuni sulla Marrucina, Orsogna Crecchio e Ortona, tra l’Adriatico e la Maiella.
«Sono sempre in bilico tra lirismo della musica classica e rock ’n’ roll, romanticismo e blues», ha raccontato di sé Petitgand prima del concerto. Compositore, polistrumentista autodidatta, cantante, attore, “homme du propòs” si è definito, un artista eclettico: «Non ho trovato la musica, la musica ha cercato me!».
«Lavoro come un artigiano», ha aggiunto, «come un pittore metto il colore nella musica, è il modo che ho trovato lavorando con Wim (Wenders, ndr) e con altri autori. Tutti noi siamo un dono per gli altri in qualche modo, dobbiamo trovare il modo di esserlo di più. Dobbiamo restare umili. Suonerei anche in strada davanti a un cane, non esistono barriere, internazionale è anche questa piccola chiesa di provincia, mi piace l’Abruzzo con il suo paesaggio, le sue montagne».
A fine esibizione - con lui Katia Medici (coreografia), Francesco Mancini (contrabbasso) e Fabio Della Cuna (sassofono) - Petitgand ha regalato un'interpretazione di “Il mio canto libero” di Lucio Battisti e chiuso con un omaggio alle «mani delle donne forti» in tema con la mostra audiovisiva “Il mestiere di vivere” di Marco Cicolini e Noemi Verrina, esposta nell’auditorium fino all’11 maggio con ingresso gratuito.
Artinvita Festival va avanti con un fitto calendario segnalando la proiezione di “Les amants du Pont Neuf” (domani), l’ultimo docufilm di Wenders, “Papa Francesco, un uomo di parola” (il 5), il gemellaggio con Balkan Cinema Express – Premio del cortometraggio balcanico (il 6 e il 7), lo spettacolo “Una madre” (10-13 maggio) liberamente ispirato al “Testamento di Maria” di Colm Toìbin, con la regia di Amahì Camilla Saraceni.
Info su www.artinvita.com.
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