Le foto di Giancarlo Micaroni da oggi all’Officina della creatività

PESCARA. Si inaugura, oggi alle 18, a Pescara “Consueto disordine”, terza mostra personale di foto di Giancarlo Micaroni. Le installazioni fotografiche dell’artista saranno in mostra in un nuovo...
PESCARA. Si inaugura, oggi alle 18, a Pescara “Consueto disordine”, terza mostra personale di foto di Giancarlo Micaroni. Le installazioni fotografiche dell’artista saranno in mostra in un nuovo spazio espositivo, l’Officina della creatività, un centro culturale che organizza anche corsi di arti e mestieri in via Bocca di Valle 11.
Giancarlo Micaroni, 58 anni, è nato e vive a Pescara. Il suo percorso artistico è una continua sperimentazione di differenti tecniche pittoriche, installazioni, videoarte e fotografia. «Il via vai della vita cittadina mi affascina», racconta Micaroni. «Mi piace fermare questi momenti di vita frenetici e sfuggenti di persone che passano lasciando il loro segno. Attraverso le mie fotografie vorrei lasciare una traccia poetica di questa caotica quotidianità».
«Il rigoroso bianco e nero di Micaroni», spiegano le note di presentazione della mostra, «sembra ancora una volta rivoluzionare ogni personale concetto del bello, lasciandolo emergere anche da una ruga profonda, un viso allucinato, una capigliatura al vento. Nel lavoro dell’artista pescarese gesti e volti di persone comuni diventano espressioni eccezionali di bellezza, spontanee e irripetibili, catturate nel breve istante dello scatto e poi rilasciate. Micaroni non si limita a guardare la sua città, ma usa l’obiettivo per vederla nella sua essenza. Non è la realtà che si mette in posa, è la macchina fotografica che si posa sulla realtà cogliendo l’attimo unico di un movimento quotidiano. Facce, passaggi, incroci di popoli e di genti che avvengono sotto i nostri occhi, e di cui forse non ci accorgiamo, trovano accogliente ospitalità nelle installazioni fotografiche dell’artista. Micaroni», concludono le note, «sa cogliere nell’angolazione particolare dei passanti una bellezza pura e senza stereotipi».
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