Le leggende dello sport che hanno segnato il ’900 nei ritratti di Starinieri

L’artista nella sua Pescara con “Ultra”, dipinti e scatti di miti immortali da Muhammad Ali a Carnera, Nadia Comaneci, Maradona, Mennea
PESCARA. Ragazzi con un sogno, che si realizza e li fa campioni, da campioni superano i limiti della loro disciplina, si avventurano su un terreno inesplorato, lo conquistano e diventano miti. La parola latina ultra (oltre) allude al confine che l’atleta è spinto costantemente a superare ed è questo il filo conduttore delle opere raccolte nella mostra che appunto si intitola “Ultra” e che è dedicata ad alcune tra le leggende sportive del Novecento.
Vernissage oggi pomeriggio alle ore 18 (e fino alle 21) alla GArt Gallery di Francesco Di Matteo in via Piero Gobetti a Pescara della personale dell’artista pescarese Andrea Starinieri, a cura di Maria Arcidiacono.
Ai grandi ritratti di Muhammad Ali, Simone Biles, Sergej Bubka, Primo Carnera, Nadia Comaneci, Tonya Harding, Bruce Lee, Greg Louganis, Diego Armando Maradona, Pietro Mennea e Ayrton Senna si sommano nel percorso della mostra quattro fotogrammi di altrettanti fondamentali incontri che hanno segnato la storia dello sport mondiale con riflessi sul sentire comune del periodo e, appunto, oltre, fermimmagine di grande impatto che rappresentano delle pietre miliari nella storia del pugilato: Jake LaMotta contro Sugar Ray Robinson del febbraio 1951; l’imbattibile Rocky Marciano dalle radici abruzzesi a Ripa Teatina contro Don Cockell del maggio 1955; il celeberrimo terzo e ultimo incontro tra Muhammed Alì e Joe Frazier, battaglia vera sul ring che ebbe addirittura un soprannome, “Thrilla in Manila” (anche The Thriller in Manila) combattuta il 1º ottobre 1975 a Quezon City nell'area metropolitana di Manila (capitale delle Filippine). E infine Mike Tyson contro Evander Holyfield del novembre 1996.
«L’artista lascia che i suoi ritratti si staglino su un fondo neutro reso da campiture vibranti ma omogenee, un suo personalissimo chroma key, per far fluttuare questi eroi dello sport in un paesaggio indefinito in termini di spazio e di tempo», si legge nel testo in catalogo di Maria Arcidiacono, curatrice della mostra. E ancora: «Trionfi e cadute, epica e solitudine: Andrea Starinieri ha voluto percorrere un viaggio nelle biografie di autentiche leggende sportive, mostrando un’umanità fragile e gloriosa dalla volontà caparbia dell’affermazione di sé o di un ideale: vite al limite, scandite da una disciplina cercata o imposta, tutto per l’orizzonte di un traguardo, superato il quale andare oltre, et ultra». Starinieri nella sua Pescara studia e si diploma al liceo artistico “Misticoni - Bellisario” annoverando tra i suoi insegnanti anche nomi dell’arte come Alfredo Del Greco, Sandro Visca e Angelo Colangelo. A Firenze poi frequenta l’Accademia delle Belle Arti e più precisamente la scuola di pittura del maestro Gustavo Giulietti. Durante gli studi nella patria del Rinascimento comincia la collaborazione con la Ken’s Art Gallery di Walter Bellini d dove entra in contatto con la realtà artistica fiorentina in fermento. Dopo il conseguimento del diploma accademico continua la sua collaborazione con la Ken’s partecipando in forma permanente alle collettive e con una mostra personale. I suoi lavori entrano a far parte di svariate collezioni in Italia e all’estero. Dopo una permanenza in Spagna, tra Madrid e Granada torna in Abruzzo. Attualmente lavora come artista di strada e ha partecipato a svariati street-art festival negli Stati Uniti, in particolare a Baltimora e a Venice in Florida. Dal 2018 ha ripreso a esporre in gallerie d’arte private. “Ultra” resterà aperta fino al 14 maggio, orari: dal lunedì al sabato ore 17:30-20.