Le Mille facce dell’arte di Raul in mostra a Londra fino al 17 aprile

PESCARA. «Raul fece un salto in galleria un pomeriggio dello scorso autunno, con un vibrante album per schizzi infilato sotto il braccio, pieno fino a scoppiare di volti energici. Mentre sfogliavamo...
PESCARA. «Raul fece un salto in galleria un pomeriggio dello scorso autunno, con un vibrante album per schizzi infilato sotto il braccio, pieno fino a scoppiare di volti energici. Mentre sfogliavamo le pagine, iniziò spontaneamente a tracciare dei gesti su della carta straccia di fronte a noi, un atto automatico».
Così Rebecca Lidert, direttrice della Cock ‘n’ Bull Gallery di Londra, presenta la mostra “A Thousand Faces” (Mille facce) del pescarese Raul, in corso fino al 17 aprile. Una nuova raccolta di lavori nata tra Miami, Londra e Pescara, che segue la precedente serie di “We are. The Revolution”, mentre altri nuovi lavori di Raul sono esposti in questi giorni nel wall talent di Affordable Art Fair di Milano per la cura di Simona Gavioli.
Raul (il suo vero nome è Marco Lullo) utilizza i volti come la forma per incapsulare il suo ethos, spiega la direttrice, uno slancio deciso, un bisogno primordiale di creare e contestare la società costruita intorno a noi, ovvero le facce che lo ispirano, le anime ribelli, talora mascherate, che continuano a combattere. «Come al solito vogliamo iniettare un po’ di divertimento nella scena artistica di Shoreditch ed essere accessibili a tutti» commenta Lidert.
Raul, 35 anni, dopo la laurea in scienze della comunicazione, inizia la sua avventura nel campo della moda a Milano, dove, nel 2008, fonda il brand Reception in cui convoglia l’energia creativa che ha sempre nutrito per il disegno e la pittura, come racconta, con il risultato un made in Italy apprezzato in varie boutique statunitensi. Contemporaneamente al lavoro nella moda, ricorda Raul, è emerso un bisogno artistico e sono nate le prime opere, varate nella 212 Gallery di Miami, dove, nel quartiere Wyndwood, ha prodotto una serie di ritratti, “Hood portraits”, che hanno dato il nome alla sua prima personale, nell'aprile 2012 nella galleria di Cesare Manzo a Pescara, dove è tornato di recente per la mostra “Colors” che ha chiuso la quarantennale attività della galleria.
«La chiarezza della poetica di Raul passa attraverso un processo di pulizia dell’anima, ove tutto ciò che non è essenziale viene abbandonato come un ingombrante bagaglio», scrive Maria Letizia Tega. «Raul è impegnato in una scarnificazione che lo porta inevitabilmente verso l’arte primitiva, la cui brutalità è mistificata dai colori accesi e dalla loro sostanza: i pigmenti sono materiali, odori, consistenze, prima ancora di essere veicolo di emozione».
Giorgio D’Orazio
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