«Le mostre online un segno: il mondo ha bisogno di arte»

20 Maggio 2020

La titolare di Vistamare a Pescara e a Milano parla delle nuove prospettive «Noi abbiamo riaperto rimodulando anche il tempo che si dedica alla mostra»  

PESCARA. «Questa nuova situazione aiuterà a riportare l’arte al centro, anche agli opening. L’arte diventerà un modo, un linguaggio per regolamentare anche l'attesa per l’ingresso alla mostra.». Benedetta Spalletti, nipote diretta dell'artista Ettore Spalletti (scomparso 7 mesi fa), titolare della storica galleria Vistamare a Pescara e Vistamare Studio di più recente apertura a Milano, per ora non intende anticipare altro. Ma si dice convinta una volta di più della portata rivoluzionaria del messaggio dell'arte: «L’impazienza di artisti e collezionisti che ci hanno accompagnato nella quarantena in modalità streaming è segno di un mondo che scalpita. Il mondo ha bisogno dell'arte», racconta Benedetta, in viaggio fuori regione nel secondo giorno di ripresa ufficiale delle attività post lockdown. Vistamare in Largo dei Frentani a Pescara ha riaperto al pubblico con la personale del regista e fotografo milanese Armin Linke, “Senza rughe”, ritratto dell'Abruzzo per immagini che emerge dall’indagine dell’autore sull’antropocene, in mostra fino al 18 settembre.
Come è stato rimodulato l'accesso in galleria?
Lo spazio ampio della galleria, di 10 sale, ci consente una certa libertà, possiamo garantire la presenza concomitante di un visitatore per sala. Ovviamente ci siamo adeguati alle nuove misure di protezione: disinfettante, mascherine, distanziamento. L’orario prolungato, peraltro già in vigore dal martedì al venerdì, permette di fruire dell’esposizione senza stress per i visitatori né per gli operatori, la modalità di prenotazione della visita rende tutto molto scorrevole.
Su Milano qual è il riscontro?
Lo spazio di Milano, più ridotto e centrale in una città trainante, positiva, impaziente di ripartire, ci ha consentito di rimodulare il nostro lavoro che molto vive dello stare insieme, dell’incontro soprattutto con i giovani artisti. Vistamare Studio riapre con la personale di Anna Franceschini, un progetto inedito allestito fino a giugno. Con Lodovica Busiri Vici, mia alter ego nello spazio milanese, abbiamo voluto dare un segnale chiaro di ripartenza in una città molto segnata dalla tragedia del coronavirus, il segnale della vita che continua, anche l’arte va avanti.
Come vede il futuro imminente del sistema dell'arte nell'era post – covid?
Credo che la trasformazione in atto aiuterà a rimettere l’arte al centro, dare centralità all’opera d’arte anche agli opening che fino a pochi giorni fa eravamo abituati a vivere come occasione di aggregazione fisica di un variegato universo. Anche nel prossimo futuro sarà data possibilità a tutti di partecipare alle inaugurazioni scaglionando gli ingressi, dilazionando l’opening in più appuntamenti, prenotando gli ingressi. Fermo restando il fulcro di tutto ciò, l’opera d’arte.
In che modo?
Allungando gli orari di galleria e cercando di inserire l’arte in questa nuova situazione. L’arte diventa così un modo, una maniera di rimodulare l’ingresso alla mostra, il tempo che si sceglie di dedicare a questa esperienza. Oltre non vogliamo svelare, diciamo che stiamo lavorando a rendere speciale, personalizzato su misura il rapporto con l'opera d'arte garantendone a tutti la visione e l'ascolto.
Con la nuova piattaforma Journal e in collegamento streaming le gallerie Vistamare hanno colmato la temporanea chiusura con la possibilità di raggiungere virtualmente tutti e ovunque, una pagina comune per nutrire il rapporto con artisti e collezionisti. Come cambia la modulazione degli spazi espositivi di Pescara e Milano?
Pescara rappresenta una realtà affettiva molto forte per me, un gioiello da preservare. Perciò chiedo ai miei artisti progetti ad hoc legati al territorio e le mostre che ospito durano più a lungo. Vistamare Studio a Milano risponde all'esigenza di un nuovo spazio in un luogo che va a velocità differente, l'uso dello spazio che gli artisti fanno per i loro progetti è una componente strutturale di Studio. Prima dell'estate presenteremo un group show, una mostra di gruppo con la volontà di dare un messaggio di forza e di ripresa, con il supporto di tutti.
Come cambierà il mercato dell'arte?
Come gallerista trovo persone desiderose di continuare a sostenere il mondo dell'arte e il nostro lavoro come hanno sempre fatto negli anni. Mi riferisco a collezionisti italiani che sento anche in questo momento particolarmente presenti.