Le Snaturate Donne in manicomio in scena a Pescara

PESCARA. Tre storie di donne ricoverate in manicomio durante il Ventennio fascista. Recluse per non aver saputo esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del regime, non adatte a...
PESCARA. Tre storie di donne ricoverate in manicomio durante il Ventennio fascista. Recluse per non aver saputo esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del regime, non adatte a vivere pienamente il ruolo di madri e di mogli. Andrà in scena venerdì al Teatro Massimo di Pescara, alle 21, "Snaturate - Storie di donne in manicomio". Lo spettacolo concluderà la terza edizione della rassegna "Musica & Società", organizzata dall'Orchestra Femminile del Mediterraneo e dalla Fondazione Dean Martin.
La piéce è ispirata a storie vere. In scena le attrici Susanna Costaglione (Giuliana), Tiziana Di Tonno (Lucia) e Valentina Papagna (Anna). Quarta protagonista, l'Orchestra Femminile del Mediterraneo, che rappresenterà l'ambiente: il manicomio, in stato di degrado e abbandono, chiuso dopo la legge Basaglia, ma in cui le anime delle donne continuano a vagare senza più un nome. All'Orchestra è affidato anche il compito di rappresentare la parte più intima ed emotiva delle donne, restituendo vita alle protagoniste durante la narrazione. Il testo è stato scritto dalle giornaliste Alessandra Portinari e Rosa Anna Buonomo, che hanno svolto anche un lavoro di ricerca sul tema dei manicomi. La regia è di Alessandra Portinari, Susanna Costaglione, Tiziana Di Tonno e della direttrice d'orchestra Antonella De Angelis, che ha curato anche la regia musicale. Musiche di Arvo Part, Fabio Vacchi, Diego Conti e Ada Gentile. Scenografie di Francesco Vitelli.
«Una memoria da recuperare, una brutta pagina della storia italiana. I manicomi in alcuni casi somigliavano più a lager che a ospedali. Chiunque poteva ritrovarsi rinchiuso: bastava la firma del sindaco, senza particolari perizie psichiatriche, come è accaduto alle protagoniste di Snaturate», spiega Alessandra Portinari. «Alcune donne soffrivano di depressione post partum, altre della sindrome climaterica. O, semplicemente, erano considerate “libertine” e fuori dalla morale di quel tempo. Il manicomio era un luogo di dolore ma anche di vergogna, un posto che faceva paura perché nessuno conosceva bene quella realtà», aggiunge Antonella De Angelis .«C'era la censura, spesso adoperata per far calare una coltre di silenzio su tutto ciò che accadeva in quei luoghi», dice Susanna Costaglione. Lo spettacolo, conclude Tiziana Di Tonno, «racconta una realtà scomoda troppo a lungo ignorata, lasciata cadere nell'oblio. Snaturate vuole restituire la dignità a tutte quelle donne dimenticate nei manicomi e vuole riportare alla luce le loro lettere mai giunte ai destinatari e allegate alle cartelle cliniche delle pazienti». La serata è a favore di Angsa Abruzzo per la Giornata mondiale dell'autismo. Lo spettacolo è sostenuto dall'assessorato alla Cultura del Comune di Pescara e ha il patrocinio della Regione Abruzzo, della Commissione Pari opportunità regionale e della Provincia di Pescara.
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