Le sorelle Macaluso legami per sempre In streaming il film di Emma Dante

17 Dicembre 2020

ROMA. La morte, il tempo, la famiglia, la sorellanza sono solo alcuni dei temi delle Sorelle Macaluso, il film di Emma Dante che dopo gli applausi a Venezia 77, dal domani approda in streaming nelle...

ROMA. La morte, il tempo, la famiglia, la sorellanza sono solo alcuni dei temi delle Sorelle Macaluso, il film di Emma Dante che dopo gli applausi a Venezia 77, dal domani approda in streaming nelle 50 sale cinema virtuali del circuito #Iorestoinsala, rilanciato la sera di venerdì dalla stessa drammaturga siciliana.
«La sorellanza mi fa tornare bambina, mi fa pensare alle donne che possono essere solidali e felici se una di loro ha successo, mi fa pensare alle guerriere e alle conquiste e poi all’amore, ai legami, alla forza di quando si è insieme più forte di quando si è da soli e infine alla libertà», tutto questo è per lei il tema forte del film, distribuito da Teodora Film, prodotto dalla giovane società Rosamont (Giuseppe Battiston e Marica Stocchi) e Minimum Fax Media con Rai Cinema. Tratto dalla omonima piece teatrale Premio Ubu che ha girato non solo i palchi italiani ed è ancora in repertorio, il film «aggiunge alla storia di queste 5 sorelle lungo l’arco della loro intera vita un altro corpo, un’altra protagonista: la casa, il centro di tutto, delle liti, dei legami, dei ricordi, della morte. La casa, il nostro centro insieme alla famiglia, specchio di tutto». Il «senso di colpa con cui ciascuna di loro sopravvive alla morte della più piccola determina il loro stare al mondo, ciascuna elabora in modo diverso ma resta sempre la necessità di stare insieme, lì dentro, agganciate a quel mondo e a un passato che non passa mai anche se la storia, le loro vite», dice Emma Dante, «vanno avanti». In quella casa alla periferia di Palermo, con un arredo datato, la vista sul mare e al piano di sopra la colombaia («sono i genitori delle sorelle che sono sempre con loro»), «tutto va e tutto ritorna», prosegue Donatella Finocchiaro, una delle protagoniste del cast corale. La regista ha scelto di non truccarle, non invecchiarle, «mi sembrava un peccato mortale» e chiedendo fiducia allo spettatore fa interpretare a diverse attrici lo stesso personaggio «puntando non alla somiglianza fisica e non al make up». Per una grande autrice teatrale come Emma Dante (che ha scritto la sceneggiatura con Elena Stancanelli e Giorgio Vasta), «il cinema è un passo in più , un completamento», nel quale fare incursione tra una piece e l’altra: ora sta preparando Scarpette Rosse da Andersen.