“Le stanze del tempo”, il popolo e la storia del Fucino prosciugato

4 Agosto 2019

MOSCIANO SANT’ANGELO. Storie e memorie del prosciugamento del Lago Fucino: una delle maggiori opere di ingegneria idraulica mai realizzate in Italia viene raccontata dalle mille voci che intorno al...

MOSCIANO SANT’ANGELO. Storie e memorie del prosciugamento del Lago Fucino: una delle maggiori opere di ingegneria idraulica mai realizzate in Italia viene raccontata dalle mille voci che intorno al lago vissero o lavorarono, lo venerarono come fluido dio o lo prosciugarono fino all’ultima goccia. È lo spettacolo itinerante che prenderà vita stasera al “Montone Festival tra il sole e la luna”.
Partendo dalla piazza del Castello del borgo di Mosciano Sant’Angelo, alle 21,30, il Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con Teatro Lanciavicchio, presenta “Le stanze del tempo”, drammaturgia di Stefania Evandro che cura anche la regia con Antonio Silvagni. In scena Angie Cabrera, Cristina Cartone, Matteo Cutillo, Raffaele Degni, Stefania Evandro, Paola Munzi, Gian Maria Ricci, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Giacomo Vallozza. Un gran cerimoniere e una governante accolgono il pubblico e lo preparano al viaggio attraverso i corridoi e le stanze del palazzo; a piccoli gruppi gli spettatori attraversano spazi e insieme memorie, scandite da tempi diversi e complementari. Alle storie del lago e degli dei che lo abitavano, si alternano quelle del “grande seccatore” Torlonia e della sua famiglia, e le ambizioni dell’imperatore Claudio con la più grande naumachia di tutti i tempi, realizzata nel 52 d.C. con 100 navi e 19mila schiavi. Ma i traghettatori del viaggio nelle stanze del tempo, quelli che nelle stanze hanno voce per raccontare, non sono né gli imperatori e nemmeno i principi che vollero e diressero i lavori, ma sono figure tra il reale e l’immaginario, rappresentanti di umanità vasta e divinità minori; sono coloro che l’opera l’hanno realizzata eppure subita, che hanno toccato con le loro mani l’acqua e poi la terra, ma nessuna delle due gli è mai appartenuta.
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