Leo Gullotta nei panni di un Bartleby diverso per riflettere sui tempi

11 Marzo 2022

Il capolavoro di Herman Melville va in scena al Marrucino domani e domenica con la regia di Emanuele Gamba

CHIETI. Sarà l’attore Leo Gullotta il protagonista assoluto dello spettacolo Bartleby lo scrivano pièce di Francesco Niccolini, liberamente ispirata al racconto di Herman Melville con la regia di Emanuele Gamba, per il quarto appuntamento della stagione di Prosa del Teatro Marrucino di Chieti, con la direzione di Davide Cavuti: lo spettacolo andrà in scena domani alle 21 e domenica alle 17.30, con la produzione di «Arca Azzurra».
Bartleby è l’eroe dell’inazione, della non violenza che è azione negativa e costruens allo stesso tempo; è il titano della grazia leggera di chi dice “non in mio nome”; è il gigante che usa un piccolo granello e poi un altro e un altro per inceppare il grande meccanismo che regola e cadenza notte e giorno dell’homo oeconomicus. Un viaggio con i grandi autori e le loro storie, leit-motiv dell’intera stagione di prosa: dopo Goldoni, Miller, Kafka, ora il testo tratto dal racconto di Herman Melville, autore, inoltre, del celebre Moby Dick.
«Il mio auspicio», dichiara Davide Cavuti, direttore della Prosa del Teatro Marrucino, «è che, dopo aver visto lo spettacolo a teatro, possa nascere negli spettatori il desiderio di rileggere i grandi classici e le opere degli scrittori senza tempo. I testi di Goldoni, Miller, Kafka andati in scena in questa stagione di prosa del Marrucino sono autentici capolavori che sembrano scritti da un autore contemporaneo e anche per il racconto di Melville, da cui è tratto lo spettacolo con protagonista Leo Gullotta, avremo la stessa emozione».
«A Wall Street o in qualunque altra parte del mondo, poco cambia. È una giornata qualunque nello studio di un avvocato, un uomo buono, gentile, così anonimo che non ne conosciamo nemmeno il nome. Ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, ovvero: meccanico e insensato», si legge nelle note della regia. «Abituati all’idea di sviluppo e crescita senza limite con la quale siamo cresciuti, Bartleby ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. In barba ai vincenti, ai sorrisi a trentadue denti, agli eternamente promossi e ai trend di crescita. Come se lui, il povero Bartleby simbolo della divina povertà, portasse sulle sue spalle il lutto per le titaniche e deliranti ansie di vittoria ed espansione del nostro mondo».
Accanto a Gullotta, gli attori Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci.
«Nel 1851 Herman Melville scrive Moby Dick, grande storia romantica di un titano di nome Achab che affronta e sfida l’assedio di un oceano oscuro; qui un gigante forte e visionario ingaggia una spietata lotta che è lotta per la vita e per la morte o, forse sarebbe meglio dire, della vita e della morte», commenta il regista Emanuele Gamba. «Due anni dopo Herman Melville scrive Bartleby, lo scrivano e tutto sembra essersi calmato, spenti i fragori dei marosi, l’oceano si è ritirato e il panorama cambiato: siamo a Wall Street ai febbrili inizi di quello che si avvierà ad essere il più assediante, oscuro, spietato sistema finanziario/produttivo del mondo; il cuore pulsante intorno al quale nasceranno più di cento anni dopo, globalizzazione e crescite variamente felici. L’oceano si è trasformato nel mare dell’economia e della produttività, il Pequod in un ufficio seminterrato, la ciurma di marinai in un’altra ciurma di scrivani, Ismaele si è fatto avvocato e l’assedio di Wall Street è tale che si rende necessario assumere un aiuto, uno scrivano in più, un altro gigante, un altro titano: Bartleby».
Come di consueto, domenica alle 12, si terrà l’Incontro con gli Artisti nel foyer del Teatro Marrucino.