Lettere rubate del Vate Assolto il collezionista
ROMA. Assolto «perché il fatto non costituisce reato». Si è concluso così il processo davanti al giudice monocratico di Roma a carico di un collezionista di Roma di 54 anni accusato di ricettazione...
ROMA. Assolto «perché il fatto non costituisce reato». Si è concluso così il processo davanti al giudice monocratico di Roma a carico di un collezionista di Roma di 54 anni accusato di ricettazione per avere acquistato alcune lettere scritte da Gabriele D'Annunzio e Silvio Pellico non sapendo che erano state sottratte illecitamente dalla Biblioteca nazionale di Roma.
Le lettere erano sparite nel 2012 ma poi erano ricomparse per essere messe in vendita su internet e in alcuni mercatini dell'antiquariato.
Nella vicenda erano inizialmente coinvolte cinque persone, le altre posizioni sono state trasmesse per competenza territoriale alle procure di Treviso e Milano. Nel capo di imputazione si faceva riferimento anche al possesso da parte dell'imputato di 34 pugnali di varia forgia e fattura, due spade in ferro, una delle quali risalente alla metà di diciannovesimo secolo e un moschetto modello Balilla. Una perizia disposta dal giudice ha però chiarito che per quelle armi non c'era necessità di dichiarazione alle autorità di pubblica sicurezza.