Lina Wertmuller riceve l'Oscar «Chiamiamolo Anna»

LOS ANGELES. «Lina, Lina, Lina» hanno battuto le mani e ritmato il suo nome Leonardo DiCaprio, Quentin Tarantino, Harvey Keitel, Laura Dern e tanti altri colleghi che hanno dato il benvenuto a Lina...
LOS ANGELES. «Lina, Lina, Lina» hanno battuto le mani e ritmato il suo nome Leonardo DiCaprio, Quentin Tarantino, Harvey Keitel, Laura Dern e tanti altri colleghi che hanno dato il benvenuto a Lina Wertmuller nella cerimonia per la consegna dell'Oscar alla carriera, l’altra notte a Hollywood. Questa donna minuta, dallo sguardo fulminante, tenace e di tempra, 91 anni, si è emozionata ma a dispetto dell'età non ha ceduto alla commozione e ha fatto dimenticare ogni possibile noiosità di scaletta, trasformando la serata in un happening divertente. È stata travolgente Lina Wertmuller capace di parlare a braccio, in Italiano, con Isabella Rossellini come traduttrice, prendere in mano la statuetta, notare che è piccolina e poi dire «perché lo chiamiamo Oscar? Non vogliamo cambiare nome con quello di una donna? Chiamiamolo, che so, Anna». Tutta la platea dei Governors Award dell'Academy convocata alla Ray Dolby Ballroom dell'Hollywood & Highland Center ha applaudito ridendo.
Poco prima, rivolta a Isabella Rossellini in abito viola le ha detto: «La prossima volta meglio se ti metti nuda», facendo scaramanticamente il gesto delle corna. A sorpresa, ad accompagnarla sul palco, oltre alla figlia Maria Zulima, c'era Sophia Loren. «Ti trovo benissimo», le ha detto, «sono qui per te per salutarti, era tempo che ci vedessimo. Abbiamo fatto il primo film insieme 40 anni fa, mi mancano quei tempi, è stato un regalo lavorare con te», ha proseguito abbracciandola, visibilmente commossa. «I suoi film», ha detto dal palco la Loren, «erano già capolavori, si sapeva che sarebbero diventati dei classici. Lina sei una donna straordinaria e di una intelligenza rara». La Wertmuller, infine, ha ringraziato l'America, «un grande continente, noi italiani siamo uno stivaletto».
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