Lippi choc: «Meno gay in tv Fabio Fazio? Un farabutto» Su Fb poi arriva la smentita

«Basta con la propaganda dei Fazio e delle Annunziata. Basta con la “kultura” con la k». Parola di Claudio Lippi in un colloquio con l’Agenzia Dire. Il conduttore auspica «meno gay e gaie» in tv,...
«Basta con la propaganda dei Fazio e delle Annunziata. Basta con la “kultura” con la k». Parola di Claudio Lippi in un colloquio con l’Agenzia Dire. Il conduttore auspica «meno gay e gaie» in tv, visto che in questi anni hanno lavorato «solo per il fatto di esserlo». «Cinque anni fa», ha rivelato il conduttore 78enne mentre visitava Montecitorio accompagnato dal deputato di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini, «sia Salvini che Giorgia Meloni mi chiesero una mano: volevano un parere da chi la tv la conosce». Conclusione? Per Lippi, «la Rai deve entrare nelle case degli italiani dicendo “buonasera”. Con leggerezza e intelligenza, non con la propaganda». Nel mirino del presentatore Fabio Fazio, Luciana Littizzetto e Lucia Annunziata. «Se ne sono andati loro. Fazio ha raccontato bugie...», e rincara la dose, «un farabutto: lui e la sua sorellina avevano già pronto un contratto milionario con Discovery». Basta con la loro tv, con quella di Annunziata. Per Lippi «serve un linguaggio popolare« e Giorgia Meloni è una «popolana di Garbatella. Ha vinto le elezioni parlando a italiani e italiane. Serve quel linguaggio lì». Lippi parla anche di «un programma in prima serata su Rai1. È il momento di portare il talento in Rai». Spiegando che finora non c’è stato. «Stefano Coletta, direttore che per fortuna non c'è più, ha fatto lavorare gay e gaie», continua, «che non avevano alcuna competenza. La Rai usata per fare coming out».
Mentre imperversa la polemica, con la Rai che ha prontamente fatto sapere in una nota che «è da escludere qualsiasi tipo di collaborazione» con Lippi, lui corre ai ripari su Facebook, definendo false le frasi riportate dall’agenzia Dire e farneticante l’articolo, «fondato su false affermazioni inaccettabili». Valutando azioni legali, consiglia alla Dire di essere «più attenta nella scelta dei giornalisti che cercano solo visibilità e trasformano la verità in inaccettabili menzogne». «Un brutto esempio di “giornalismo”, conclude il post.