Lirica, classica, pop e jazz: si punta sui concerti all’aperto

La pandemia ha fermato le stagioni e anche i progetti per i cartelloni futuri I vertici di “Riccitelli” e “Marcello”: confidiamo nell’estate, ma tutto è incerto
TERAMO. La chiusura forzata imposta allo spettacolo dal vivo fa tacere la musica. I cartelloni concertistici si sono fermati a inizio marzo perdendo molti appuntamenti. E le previsioni per rassegne e festival musicali estivi devono fare i conti con la regola del distanziamento sociale. Ma forse per i concerti all’aperto non tutto è perduto.
La Società “Riccitelli” In attesa delle decisioni del governo, ma con la voglia di inventare qualcosa, la Società della musica e del teatro Primo Riccitelli di Teramo. Lo storico sodalizio ha cancellato nella stagione di prosa, la seconda organizzata con Acs dopo 13 cartelloni in solitaria, l’ottavo e ultimo spettacolo “A che servono gli uomini” con Nancy Brilli e s'interroga sulla stagione 2019-20. Ma lo stop ha inciso di più sul 41° cartellone concertistico, con l’annullamento di sei appuntamenti, un terzo dell’intera stagione. «Faremo dei voucher da utilizzare nella stagione successiva, ma prevediamo anche il rimborso, sebbene finora nessuno degli abbonati, capendo la situazione, l’abbia chiesto» dice la presidente Alessandra Striglioni ne’ Tori.
«La Riccitelli per ora è ferma, ma l’obiettivo è essere presente anche in un momento così anomalo. Di solito in questo periodo vengono programmate le stagione successive, prosa e concertistica. Ma come si fa senza certezze a ingaggiare compagnie e musicisti? Con l’ipotetica riapertura dei teatri a dicembre possiamo solo ipotizzare iniziative estive all’aperto, con l’adozione di tutte le cautele e il rispetto delle regole sul distanziamento. Appena si potrà uscire più liberamente riunirò il comitato esecutivo e con i consiglieri valuterò le strade percorribili. Poi sentirò le autorità, sindaco e assessori, per capire se e come utilizzare gli spazi aperti della città».
Si potrebbe così riprogrammare, per esempio, il concerto dell’Italian Big Band diretta da Marco Renzi, che in cartellone era previsto stasera. «Mi piacerebbe provare a recuperarlo in piazza, se c’è la disponibilità degli artisti», risponde la presidente. «Compatibilmente con le limitazioni decise dal governo si può immaginare qualcosa per spazi aperti sufficientemente grandi da permettere il distanziamento. Sono da valutare con i curatori le rassegne della Riccitelli che normalmente partono dopo la chiusura della stagione, I Concerti d’Organo e Itinerari Sonori – Jazz a Bellante, curate rispettivamente da Roberto Marini e Paolo Di Sabatino. Forse il jazz si potrà fare in uno spazio aperto con un’acustica adeguata. Per Abruzzo Summer avevamo idee in grande, con nomi di richiamo, ma si dovrà ripiegare su eventi musicali ridotti. Teatro e concerti, che presuppongono lo stare insieme, sono le attività più penalizzate. Ma sono fiduciosa che in estate, con le dovute cautele, qualcosa si possa organizzare».
Orchestra Benedetto Marcello Anche per il cartellone dell’associazione orchestrale da camera Benedetto Marcello, nata a Teramo nel 1984, è saltato il finale di stagione, con due concerti annullati. «Abbiamo pubblicato su Facebook registrazioni di concerti della nostra orchestra per tenere vivo l’interesse ma siamo nell’incertezza. Si rischia grosso con un blocco di sei mesi – un anno. Azzerare o quasi un intero anno di attività avrà ripercussioni. Se non saranno prese decisioni politiche importanti è a rischio l’esistenza stessa delle istituzioni musicali e concertistiche. Anche perché le spese fisse di gestione restano, commercialista, affitto della sede, bollette. E poi come ripartire?» si chiede il presidente Gianfranco Lupidii, primo violino dell’Orchestra Benedetto Marcello «Un punto interrogativo riguarda anche la serenità di chi va a un concerto, a teatro, al cinema. Naturalmente la nostra programmazione l’abbiamo fatta, ma non sappiamo cosa accadrà».
Dubbi che pesano sulla rassegna Musica nei chiostri e sugli altri concerti estivi dell’orchestra teramana e, per il 2020-21, sulla 27ª stagione concertistica. Ripercussioni anche sulla didattica nei conservatori. «Sono bloccato da fine febbraio a Roma, dove insegno all’Accademia di Santa Cecilia. Ora proseguo le lezioni on line, ma fare didattica a distanza non è semplice, suonare è materia pratica non solo teorica. Gli esami, poi, sono impensabili. Per il resto mi diverto a suonare in trio con mio figlio 12enne Leonardo e mia moglie Giuliana (Galia, pianista e clavicembalista, ndr), ultimamente abbiamo studiato insieme il Concerto in re minore per due violini di Bach».
Il Coro Verdi Ancora più complicata la situazione per i cori, formazioni in cui il vietatissimo assembramento è la regola. Un grido di dolore si leva dall’associazione corale Giuseppe Verdi, fondata nel 1948 a Teramo dal maestro Ennio Vetuschi, suo primo e più longevo direttore. Fermi i concerti del Coro Verdi, formazione mista di 30-35 elementi diretta da Claudia Morelli, sono sospese anche le due principali vetrine organizzate dal sodalizio, Giugno in Coro e Rassegna Polifonica Aprutina, a settembre, arrivate rispettivamente alla 20ª e alla 30ª edizione.
«Per la prima volta dopo oltre settant’anni di attività ininterrotta dobbiamo sospendere le nostre iniziative», sottolineano il presidente Angelo Sperandio (già sindaco di Teramo), successore da febbraio di Italo Di Dalmazio, e la responsabile organizzativa nonché corista Fanny Valiante «Le due rassegne hanno portato il mondo a Teramo e Teramo nel mondo. Abbiamo ospitato quasi 16mila coristi. In forse anche l’annuale corso “Incontro con il Maestro", in collaborazione con Arca (Associazione regionale Cori Abruzzo, ndr)». Cancellata ogni altra attività: le prove, il corso allievi che permette di formare nuovi coristi per l’organico del Coro Verdi, l’abituale pranzo di aprile di autofinanziamento. E tante domande. «Quando e come potrà riprendere le prove il coro? Con le mascherine? Col distanziamento? Il pubblico verrà ai concerti? Il coro ha bisogno del calore del pubblico. Temiano che solo le grandi realtà potranno andare avanti, e come sempre i piccoli rimarranno indietro».
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