“Lo scorpione d'argento” , giallo kafkiano ad altissima tensione

17 Dicembre 2014

PESCARA. Doppio appuntamento pescarese questa settimana per “Lo scorpione d'argento” (Rogiosi Edizioni, €14,50), il nuovo romanzo di Fabrizio Di Marco che verrà presentato domani, 18 dicembre, alle...

PESCARA. Doppio appuntamento pescarese questa settimana per “Lo scorpione d'argento” (Rogiosi Edizioni, €14,50), il nuovo romanzo di Fabrizio Di Marco che verrà presentato domani, 18 dicembre, alle 18.30 alla libreria Primo Moroni, con Alessio Romano, e a seguire domenica 21 alle 22 al Maze Ecletic Circle, in un coinvolgente reading a cura dell'autore.

Esordiente nel 2011 con “Spiando la notte” (Noubs Edizioni), il fisico pescarese torna alla sua più grande passione, il thriller, con un libro che fa del cinema e del giallo anni Settanta i suoi ingredienti principali. Protagonista, così come nel primo libro, è ancora la città di Bologna – luogo in cui l'autore ha studiato e vissuto per molti anni –, e Davide, informatico alle dipendenze di una piccola azienda del capoluogo emiliano. Un incubo lo ingoia rapidamente da quando viene sconvolto, una sera, dall'orrendo spettacolo della morte di un passante travolto da un'auto pirata; è d'ora in avanti che la sua tranquilla esistenza sarà scandita da un susseguirsi di eventi angoscianti e frenetici, all'insegna dell'assurdo: gli interrogatori da parte della polizia, le telefonate anonime, il tentato omicidio ai suoi danni, l'indifferenza delle forze dell'ordine, e infine l'orribile massacro di una studentessa, unica persona che avesse cercato di aiutarlo durante l'inchiesta a suo carico. Una escalation di paura in pieno regime kafkiano che, come in una perversa mise en abyme, rende suo malgrado il cinefilo Davide protagonista di un incubo che somiglia a un film dell'orrore. Simbolo dell'intera vicenda un grande e inquietante scorpione d'argento, sognato tutte le notti da Davide come presagio e conseguenza dell'inevitabilità del male.

Un libro che fa della suspense il suo motore diegetico, coinvolgendo il lettore in prima persona nell'orbita di interrogativi e congetture tra cui si fa insistente quella più misteriosa: chi è l'infernale assassino che agisce con furia lucida e spietata? Un noir di razza ad altissima tensione che intende rendere omaggio alle trame dei maestri di un certo cinema italiano anni Sessanta e Settanta, una prova di maturità narrativa. Fabrizio Di Marco è nato a Pescara nel 1972, laureato in fisica all’università di Bologna, nel 2003 ha conseguito il Ph. D. in fisica teorica. Autore di articoli nel campo della cosmologia, ha svolto ricerca in Svizzera, Canada e Francia. È stato tra i collaboratori della rivista “Nocturno Cinema”. Vive tra Pescara e Bologna.

Federica D’Amato

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