Lo spettacolo al contrario di Peppe Barra al Fenaroli

3 Marzo 2022

Con “Non c’è niente da ridere”, sabato in scena la comicità poetica e malinconica

La chiave dello spettacolo sta tutta nel titolo: “Non c’è niente da ridere”, ma al contrario di quanto annunciato si ride parecchio in questo lavoro proposto da Peppe Barra, che va in scena al Teatro Fenaroli di Lanciano sabato 5 marzo, alle 21, insieme a Lalla Esposito. I due si confrontano all'interno di una scenografia che ribalta la visione, in uno "spettacolo al contrario" che propone il punto di vista degli attori, con il sipario, le quinte, i palchetti usati come fondale.
In questo spazio realissimo e al tempo stesso irreale si avvicendano l’Attore e l’Attrice in una sequenza di macchiette, canzoni, monologhi, varietà e surreali parodie del teatro classico napoletano che rappresentano le classiche situazioni drammatiche della coppia teatrale fino all’inatteso finale pulcinellesco, di comica e malinconica poesia.
«Vi fa molto ridere questa mia poesia?», dice l’Attore al pubblico, «Ci ho messo cinque anni per scriverla!» Uno spettacolo al contrario che incuriosisce, sorprende e diverte, fin dalla prima scena.
L’Attore veste il panni di Pulcinella morto che scende in terra per vedere che fine ha fatto la sua Colombina, che invece ritrova furiosa perché si credeva abbandonata. Pian piano, sull’onda dei ricordi, sommersi dalla nostalgia di un’epoca perduta, che non tornerà mai più, tra bisticci, dolci parole d’amore e duetti, si abbracciano per andarsene insieme in Paradiso. Uno spettacolo dal ritmo incalzante, per i continui cambi di scena, di luce, di costume, di linguaggio, uno spettacolo d’Attore, come si diceva un tempo, sostenuto e arricchito dalle musiche dal vivo. Peppe Barra e Lamberto Lambertini, di nuovo insieme, vogliono offrire al pubblico uno spettacolo che, con lo stesso spirito di quel Teatro che insieme con l’indimenticata Concetta Barra, riuscì, per dodici anni, in Italia e nel mondo, a coniugare l’applauso del pubblico con l’esultanza della critica, la risata con la commozione, la leggerezza con la cultura, la raffinatezza con la volgarità. Un invito a tornare a teatro, dopo tanti mesi oscuri e difficili, anche perché il vero teatro, si sa, è sempre più bello della vita vera: perché sul palcoscenico persino la morte è per finta.