Lp, il nuovo idolo pop trionfa all’Auditorium di Roma Il 31 luglio si replica a Pescara

5 Luglio 2017

ROMA. A guardarla da vicino vien da chiedersi come possa quella voce uscire da un corpo così fragile. Lp, nome d'arte di Laura Pergolizzi, non tradisce le attese del pubblico nel suo primo concerto...

ROMA. A guardarla da vicino vien da chiedersi come possa quella voce uscire da un corpo così fragile. Lp, nome d'arte di Laura Pergolizzi, non tradisce le attese del pubblico nel suo primo concerto romano, che dà il via alle esibizioni estive in Italia che faranno tappa, il 31 luglio al Teatro D’Annunzio di Pescara. Basta che, nella prima parte dello show, arrivino le note di una delle sue hit, Other People, per spingere i fan sotto il palco della gremita Cavea dell'Auditorium di Roma, tra le proteste di alcuni spettatori e i vani tentativi degli uomini della sicurezza di far tornare tutti a sedere.
Difficile rimanere fermi di fronte al rock della cantautrice newyorkese mano a mano che interpreta i brani del suo ultimo album, Muddy Waters, Thightrope, Up against me, Strange. Tanto più che è lei stessa a voler sentire il calore del pubblico, spingendosi tra la folla, dispensando autografi volanti e mostrando divertita i regali ricevuti dai fan, come la bandiera tricolore che lascia per tutta l'esibizione, breve ma intensa, accanto a sé. L'Italiano, nonostante le origini nel Mezzogiorno, non lo mastica affatto, ma per i supporter, che oltre ad apprezzare la sua musica spesso condividono anche le sue battaglie per i diritti Lgbt, non cambia molto.
Lp, più che una star emergente, a 36 anni è una realtà. Quattro album alle spalle, già tanti successi Oltreoceano dove ha sfondato come autrice e interprete molto prima che in Europa. La sua musica affonda le radici nella storia del rock: Elvis e i Beatles, i Rolling Stones e i Nirvana, sono alcuni dei nomi con cui è cresciuta, sostenuta dalla madre cantante lirica.
Riccioli neri a coprirle gli occhi, jeans e camicetta fantasia, sfoggio di anelli alle dita, Lp si muove sul palco senza timori, tra sorrisi, urletti mai fuori luogo e i caratteristi fischi che richiamano ogni volta un'ovazione del pubblico. Guida la band chitarra, basso e batteria, imbracciando a volte l'ukulele, suonando altre volte l'armonica, per ribadire che la sua stella polare è la musica d'autore americana. La voce, inconfondibile, è la sua forza.
Basta ascoltare gli ultimi lavori, usciti quest'anno come singoli (la ballata romantica Suspicion, poi Switchblade e When wère high), per capire che Lp non è una meteora.
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