Luca Carboni, 60 anni e un “fisico bestiale” L’inizio con Lucio Dalla

Il cantautore bolognese festeggia il traguardo il 12 ottobre Da “Silvia lo sai” ai duetti con Jovanotti, Cremonini, Battiato
ROMA. Sessant’anni di cui ben 54 dedicati alla musica. Luca Carboni li compie il 12 ottobre, il giorno in cui, nel 1962, è nato a Bologna.
Ha fatto musica, dicevamo, fin da bambino perché il padre voleva che lui e gli altri 4 figli imparassero a suonare il pianoforte. Lo strumento, però, non fa per Luca che presto gli preferisce la chitarra e, a soli 14 anni, fonda con un po’ di amici del quartiere il gruppo Teobaldi Rock. Lui è chitarrista e compositore, fanno le prove in parrocchia. Sono anni di grande fermento musicale a Bologna e i Teobaldi Rock si fanno notare grazie al loro (unico) 45 giri, “L.N.” e “Odore d’inverno”, e subito dopo si sciolgono. Carboni, però, non molla: lui vuole fare musica. La fortuna lo aiuta: un testo che ha lasciato all’osteria “da Vito”, dove si ritrovano cantautori, studenti e artisti, finisce nelle mani degli Stadio che gli chiedono di scrivere un brano. Luca scrive “Navigando controvento”. Due anni dopo esce il suo primo album, “... intanto Dustin Hoffman non sbaglia un colpo”, coprodotto da Gaetano Curreri, al quale collaborano Ron e Lucio Dalla. È un successo: il singolo “Ci stiamo sbagliando” rimane per diverse settimane in classifica e vince il Disco verde al Festivalbar 1984. Seguono gli album “Forever” e “Luca Carboni”: i due singoli di quest’ultimo, “Silvia lo sai” (la storia di un amore travolto dalla droga) e “Farfallina” portano l’album in classifica, dove rimane per più di un anno, e gli fanno vendere 700 mila copie. Carboni è ormai una star ma lui preferisce non cullarsi nel successo e si prende due anni di tempo per scrivere un nuovo album. Nasce “Persone silenziose”, un disco intimo e difficile, che tuttavia arriva a vendere 500 mila copie. Nel 1992 è la volta di “Carboni”, successo da un milione di copie, e alzi la mano chi non ha mai canticchiato “Ci vuole un fisico bestiale”, “Mare mare” (Premio singoli al Festivalbar) o “La mia città”: grazie a brani come questi, il cantautore riesce a dire cose profonde con semplicità e leggerezza. E per Vota la voce, è l’artista dell’anno. A completare l’anno c’è un tour con l’amico Jovanotti da cui scaturisce l’album «un po’ live» “Diario Carboni”. Seguono “Mondo” e “Carovana” finché, nel 2001, esce “Lu*Ca”, album che entra in classifica direttamente al numero uno. È, tra l’altro, la risposta a chi credeva che i bei tempi per Carboni fossero ormai finiti. Ci vogliono però sei anni, durante i quali escono solo un live e una raccolta, prima che arrivi il nuovo album d’inediti “... Le Band si sciolgono”: vi collaborano Pino Daniele e Gaetano Curreri e Carboni duetta con Tiziano Ferro in “Pensieri al tramonto”. Seguono, ancora, “Una rosa per te (36 canzoni d’amore)”, box che riassume la sua carriera; “Musiche ribelli”, composto da cover di brani degli anni Settanta e Ottanta tra cui “Musica ribelle” di Eugenio Finardi che dà il nome all’album, “Venderò” di Edoardo Bennato e “Up Patriots to Arms” di Franco Battiato; “Senza titolo” e “Fisico & Politico”, pubblicato nel 2013 per festeggiare i trent’anni di carriera con 3 inediti e 9 successi riproposti in duetto con Tiziano Ferro, Elisa, Jovanotti, Alice, Miguel Bosè, Franco Battiato, Biagio Antonacci, Cesare Cremonini e Samuele Bersani. Due anni dopo è la volta di un nuovo album di inediti, “Pop-Up” e, nel 2018, di “Sputnik”. Nel gennaio scorso Carboni ha annunciato di stare lavorando al tredicesimo album in studio con Marta Venturin.