Luciano Ligabue narra la sua “Storia” e gli anni ’60 nella provincia italiana

ROMA. Luciano Ligabue si racconta nell'autobiografia Una storia, in libreria da oggi per Mondadori, che verrà presentata il 5 maggio alle 21 alle Ogr di Torino in un'anteprima del Salone del Libro....
ROMA. Luciano Ligabue si racconta nell'autobiografia Una storia, in libreria da oggi per Mondadori, che verrà presentata il 5 maggio alle 21 alle Ogr di Torino in un'anteprima del Salone del Libro.
«Ogni volta che mi fa il bagno, mia madre poggia la punta del dito sulla cicatrice e l'accarezza. “Questo sfregio crescerà con te. Diventerà grande insieme a te. E lo troverai sempre lì a ricordarti una cosa: puoi anche faticare a nascere, o prenderti la peritonite quando ancora non sai camminare, ma ce la fai, capito? Tu ce la fai. Te lo dice la Rina”»: nella narrazione del Liga c'è un intero universo, circoscritto e infinito, sessant'anni di vita che, in virtù di una scrittura in stato di grazia, si elevano a vera e propria storia, tutta da rivivere.
E nel libro c'è sia la storia più intima, personale e familiare del rocker sia un meraviglioso racconto che abbraccia la provincia italiana, dagli anni Sessanta ad oggi.
In questo bilancio per iscritto della sua esistenza, con l'eclettismo artistico che gli è proprio, il Liga esce dai comodi confini della classica biografia e tratteggia situazioni, luoghi e persone in una dimensione romanzesca. Li fa vedere, toccare e conoscere. La sua storia, alla fine, non è altro che “una storia” che ne contiene altre cento ancora. «Nessun libro può contenere la vita di qualcuno. Ma i ricordi che contano sì, con quelli ci si può provare» dice il rocker di Correggio, dove è nato nel 1960, che con ventidue album, tre film e sei libri (Fuori e dentro il Borgo, La neve se ne frega, Lettere d'amore nel frigo, Il rumore dei baci a vuoto, Scusate il disordine, È andata così, scritto con Massimo Cotto) ci tiene compagnia da più di trent'anni.