Lucumone e Tanaquil Amore e potere nella Roma dei Re

29 Giugno 2019

Il nuovo romanzo della scrittrice avezzanese Emma Pomilio «Amo ricostruire le vite di persone tanto diverse da noi»

Emma Pomilio ha aggiunto un altro capitolo al suo Romanzo di Roma. È una storia di amore e di guerra ambientato nella Roma dei re quella che la scrittrice di Avezzano racconta nel suo nuovo libro, I Tarquini. La dinastia segreta (Mondadori, 432 pagine, 20 euro), che, pubblicato da pochi giorni, va ad aggiungersi agli altri capitoli, i romanzi Dominus (2005), La notte di Roma (2008), Il ribelle (titolo che nel 2009 ha aperto la serie del Romanzo di Roma), Il sangue dei fratelli (2011) e La vespa nell’ambra (2015). Laureata in lettere classiche all’università La Sapienza di Roma, Emma Pomilio si dedica da molti anni allo studio della storia romana, con particolare interesse per la società e l’istituto della schiavitù.
La storia dei Tarquini (di cui pubblichiamo, nell’articolo in basso, l’incipit del primo capitolo) inizia a Tarquinia, sei secoli prima di Cristo. In occasione di una gara a cavallo, Lucumone, giovane e ancor più ambizioso mercante etrusco, si invaghisce della nobile Tanaquil, indovina e abile interprete dei segni degli dei. Dovrebbe essere condannato a rimanere un sogno impossibile, il suo – Tanaquil è promessa sposa al potente principe Murinas – ma Lucumone non è abituato a rinunciare ai propri desideri, né gli mancano l’astuzia e l’abilità per realizzarli. Con un’impossibile prova di coraggio, capovolge il finale già scritto della gara, e insieme riscrive anche il destino di Tanaquil. Le conseguenze del suo oltraggio, però, non si fanno attendere, convincendo Lucumone a tentar miglior fortuna in una città vicina in forte e inarrestabile espansione, Roma. Accolto a corte, Lucumone mostra presto qualità preziosissime agli occhi di Anco Marcio, l’attuale re: straordinario intuito politico, granitica affidabilità, grandi doti militari e infinita disponibilità e generosità economica. Ma non tutti vedono in Lucumone, che presto cambia il suo nome nel romano Lucio Tarquinio, un potente alleato: per altri, lo straniero è solo un pericoloso concorrente alla corsa al trono, da eliminare con ogni mezzo. Nessuno può sospettare che tra le mura del palazzo si sta giocando una partita più ampia.
«Molte persone mi chiedono perché scrivo romanzi storici», dice Emma Pomilio. «Non devono apprezzarli tanto, se ne deduce. Lo faccio per passione, rispondo. Amo la Storia e mi affascina il lavoro che sta dietro al romanzo storico. Scrivere un buon romanzo storico è una sfida, a maggior ragione se è ambientato in un tempo molto distante dal nostro. Per comprendere la mentalità e il modo di vivere di persone tanto diverse da noi servono ricerche su tutto, a cominciare dalle cose più elementari come il cibo, i vestiti e le abitazioni, per passare alle consuetudini familiari e sociali, alle leggi, alla politica, alla religione e agli eserciti. Dopo aver messo insieme notizie spesso discordanti - perché quasi mai gli storici, antichi e moderni, sono della stessa opinione - la grande difficoltà», conclude Pomilio, «consiste nel far pensare, parlare e interagire queste persone come avrebbero fatto nella loro epoca, tenendo presente che il romanziere deve rendere attuale e palpitante di vita la storia senza alterare il dato storico».
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