Lundini all’Aquila con il suo spettacolo dal titolo impossibile

17 Gennaio 2022

Domani in scena con “Il mansplaining spiegato a mia figlia” un dissacrante mix tra sketch, giochi di parole e canzoni

Il titolo è di quelli accattivanti, di piena attualità e gran serietà: Il mansplaining spiegato a mia figlia, tour nei bei teatri. Ma attenzione, perché quando si tratta di Valerio Lundini, attore, fumettista, originalissimo autore, tutto può accadere. E infatti, come scopriamo subito, è così. «Il titolo?», spiega ironicamente lo showman romano. «Me lo sono inventato lì per lì. Mi hanno telefonato che se non ne trovavo subito uno, i teatri non sapevano cosa scrivere sui cartelloni. Ma in realtà il mansplaining non c’entra nulla. E a dire la verità non ho neanche una figlia». Per la cronaca, il mansplaining del titolo è un neologismo che indica un certo modo paternalistico che hanno certi uomini quando spiegano cose alle donne, ritenendole implicitamente inferiori intellettualmente. Ma al di là del titolo, c’è il fatto che l’artefice delle più surreali e irriverenti interviste in tv con Una pezza di Lundini, il late show su Rai2, dopo il tutto esaurito del tour estivo, arriva con il suo tour all’Aquila per la stagione teatrale del Teatro stabile d’Abruzzo. Al Ridotto del teatro Comunale “Antonellini”, Lundini porterà in scena con due spettacoli: martedì prossimo alle 21 e in replica pomeridiana mercoledì alle 17.30. L’irriverente show, presentato in anteprima il 1° dicembre a Bibbiano (Re) e poi portato nei teatri di tutta Italia, è andato sold out praticamente dappertutto.
«Ho messo insieme alcuni miei pezzi vecchi e nuovi, canzoni, cose che mi divertivano in vario modo», racconta Lundini. «Non c’è un vero filo conduttore. Si parla di locandine teatrali, investigatori, amore, incidenti, sale da ballo e musical americani anni ’80. Non ho una trama, d’altronde chi sono io per voler dare trame al mondo?».
E dopo il tour teatrale, si prevede già una terza stagione in tv? «Mi piacerebbe», risponde, «ma prima bisogna farsi venire delle nuove idee o si rischia di essere bolliti». «La sindrome dell'impostore», continua, «è una cosa di cui soffro sempre, quando mi propongono di fare qualcosa di nuovo. La prima cosa che penso è: io le idee le ho finite, ora se ne accorgeranno. Tutto quello che ho fatto finora è stato solo fortuna».
Per Valerio Lundini il ribaltamento degli stereotipi del comico e del buon conduttore televisivo, basato sul continuo spiazzamento, è alla base del suo stile inaspettato e surreale. Rivoluzionario, sostengono alcuni, e paragonabile al personaggio del professor Kranz con cui Paolo Villaggio animava i pomeriggi domenicali nella tv di fine anni Sessanta.
Mansplaining sarà un one man show di sketch surreali, canzoni, giochi satirici di parole ed effetti speciali multimediali firmati con il suo inconfondibile stile. Uno spettacolo con il pubblico avrà modo di scoprire dal vivo la versatilità ironica, sarcastica e giocosa di un nuovo fuoriclasse della risata inaspettata che vanta, lontano dalla tv, un decennio di gavetta sui più disparati palcoscenici, ma anche dell'esperienza come fumettista e autore (e non solo) in radio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA