Maccio Capatonda, la vita è tutta un film

Il comico teatino torna da oggi in tv con una serie di otto episodi intitolata The Generi su un uomo in lotta con il mondo
Dall’horror e al trash italiano, dal western allo spionaggio: l’attore e regista abruzzese Marcello Macchia, in arte Maccio Capatonda, da oggi torna sul piccolo schermo con una serie di otto episodi da 24 minuti, ambientati in altrettanti generi cinematografici tra i più conosciuti. La produzione è disponibile sull’internet tv di Sky, Now Tv, e su Sky on demand. L’ultima fatica di Macchia si intitola “The Generi”, un gioco di parole che richiama appunto i “generi” del cinema, ai quali è accosto l’articolo inglese “the” per portare all’assonanza con “degenerare”. Al centro della scena, che “degenera” tra commedia sexy, fantasy e supereroi, c’è ovviamente Marcello Macchia con la sua comicità surreale, i giochi di parole, le gag e le freddure che in questi anni ne hanno fatto un dei più geniali autori comici italiani.
Il 40enne attore e regista teatino sul set veste i panni del 40enne Gianfelice Spagnagatti, che a sua volta si trova catapultato in quelli di «grande detective», «supereroe» e «stimato pervertito», come annuncia il trailer che da qualche giorno è on line sul sito di Sky. Gianfelice, come gli rimprovera la compagna Luciana, vive ormai murato vivo, e non fa altro che vedere film. Sedentario e passivo, è diventato uno spettatore della sua stessa vita: la nuova commedia di Maccio si presenta così come la fotografia di una degenerazione della nostra società, che spesso ci permette, quasi ci costringe involontariamente, a restare in casa per fare qualsiasi cosa. Lavoro e svaghi costringono Gianfelice Spagnatti nella sua passività, che lo porta a delegare la propria emotività ai media. E qui nasce il cortocircuito che catapulta Spagnagatti in una serie di avventure, tra l’assurdo e il demenziale come nello stile dell’attore abruzzese. All’improvviso Gianfelice lascia il ruolo di comparsa per diventare protagonista di ciò che lo circonda: fa per entrare in bagno, e passando la porta da un momento all’altro si ritrova in un saloon e diventa Dick Macello in un western dove ha una taglia sulla testa. Il povero Spagnagatti suo malgrado si trasforma in agente segreto, e si sposta nelle atmosfere fantasy con la principessa della ContenTerra, che assaggia il frutto del melodrammo che rende il regno una TrisTerra. Quando mette i piedi nella commedia sexy italiana, la spalla di Maccio è Alvaro Vitali, uno dei volti più noti del genere che ha spadroneggiato sul piccolo schermo a cavallo tra gli anni ’70 e ‘80.
Oltre alla partecipazione straordinaria di Vitali, negli otto episodi ritroviamo anche alcuni dei personaggi più noti delle produzioni di Maccio Capatonda, da Luigi Luciano in arte Herbert Ballerina, a Franco Mari alias Rupert Sciamenna. Fra gli sceneggiatori ci sono invece Luigi Luciano, Giovanni Maggi e Clemente Meucci, mentre Andrea Bassi è story editor. In questo surreale e dissacrante viaggio attraverso i generi cinematografici, rivisitati nei loro peggiori e abusati luoghi comuni, Gianfelice sfrutta le conoscenze di base del cinema.Le prove da superare alla fine gli permetteranno di cambiare vita, e dal timido e passivo in balia degli eventi quale è nelle prime scene, un episodio alla volta diventa il protagonista della propria storia. Con “The Generi” Marcello Macchia torna al piccolo schermo dopo “Omicidio all’italiana”, il lungometraggio scritto e diretto nel 2017, girato a Corvara in provincia di Pescara e in parte in un set allestito a Chieti. L’anno precedente Maccio Capatonda era invece comparso in “Quel bravo ragazzo”, film che vedeva come protagonista principale Herbert Ballerina. L’ultima serie televisiva era stata “Mariottide”, una sitcom di venti puntate lanciata nell’ottobre 2016, nella quale Macchia aveva al fianco Herbert Ballerina ed Enrico Venti, in arte Ivo Avido, altro storico compagno di set e concittadino di Maccio.
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