Maccio: sono l’italiano medio depresso e arrabbiato

ROMA. Vegano ambientalista arrabbiato, paladino del riciclo, trasformato da una pillola che gli fa usare solo il 2% del suo cervello, in coatto, volgare, ignorante perfetto concorrente per il talent...
ROMA. Vegano ambientalista arrabbiato, paladino del riciclo, trasformato da una pillola che gli fa usare solo il 2% del suo cervello, in coatto, volgare, ignorante perfetto concorrente per il talent Mastervip. Sono le due personalità “italiote” che si accavallano nella commedia satirica-demenzial-surreale “Italiano medio”, debutto al cinema, come regista e protagonista, del comico teatino Maccio Capatonda (nome d'arte di Marcello Macchia).
Nel film, in uscita il 29 gennaio in 400 copie «il mio italiano sta tra l'impegnato e lo scarto della società, è un eroe furbo», spiega Capatonda. Lanciato da trasmissioni come “Mai dire...” della Gialappa’s, Capatonda, 37 anni, con i suoi finti trailer comici, è diventato un idolo pop televisivo e del web con 15 milioni di visualizzazioni su Youtube. «Ho molta voglia di riportare in voga una comicità fatta di personaggi, ma sempre inquadrati in una storia, come faceva Verdone», dice il comico abruzzese. «È un mio mito, insieme a Benigni, Troisi, Frassica, Cipri e Maresco. A livello comico sono cresciuto con gli italiani. Degli americani mi ritrovo soprattutto nella comicità di certi cartoni, come i Simpson e Griffin e un po’ in Woody Allen.».
Riprendendo il protagonista di uno dei suoi finti trailer, Capatonda interpreta Giulio Verme, ambientalista vegano, arrabbiato e depresso alla soglia dei 40 anni, in crisi con la compagna Franca (Lavinia Longhi). L'incontro casuale con Alfonzo (Ballerina) un ex compagno di scuola che si arrangia fra mille lavoretti (da travestito di strada a tassista), gli apre la possibilità di una doppia vita. Grazie alle “pilloline” che gli passa l'amico, infatti, riduce l'uso del suo cervello al 2% e si trasforma in un coatto con ciuffo posticcio e capetti aderenti, pronto a ogni eccesso, come sedurre l'altrettanto scatenata vicina di casa Sharon (Barbara Tabita). Le due personalità di Giulio si accavallano portandolo alle esperienze più diverse, come l'arruolarsi in uno scalcinato gruppo ambientalista estremista, i Salmoni Mobbasta; incontrare il superprotetto Roberto Salviamolo; e diventare concorrente del talent cafonal Mastervip. «Il film potrebbe sembrare un insulto verso l'italiano, ma io do una visione personale e sferzante di due estremi, due macro categorie, il menefreghista e l'impegnato».Il “non messaggio”, dice «è che in Italia vale tutto: siamo felici di andare a puttane e essere sposati, essere vegani e sfondarsi di panini al maiale».
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