Madame, la più giovane dei big al Festival col rap di Celentano

28 Febbraio 2021

La stella 19enne dell’hip hop come cover porterà “Prisencolinensinainciusol” In gara, invece, il brano “Voce”, «lettera d'amore alla libertà d'espressione»

ROMA. Un brano in gara, “Voce”, che è «una lettera d'amore alla propria identità e libertà d'espressione», mentre per la serata delle cover, il rap ante litteram di “Prisencolinensinainciusol” firmato Adriano Celentano, «un artista che considero molto libero, lontano dalle convenzioni sociali, come spero di essere anche io.... Celentano è proprio una rockstar». Sono i due biglietti da visita che presenterà al Festival di Sanremo, la big in gara più giovane di quest'edizione, la diciannovenne Madame (nome d'arte di Francesca Calearo), stella emergente dell'hip hop e talento musicale versatile, che in poco più di due anni ha dato prova di sapersi muovere con personalità fra contaminazioni di generi e sfide. Con all'attivo collaborazioni con artisti come Marracash, Negramaro e Fabri Fibra, prima in classifica radio per la seconda settimana consecutiva, la giovane artista dopo il Festival ha in uscita, il 19 marzo il suo primo album, “Madame”, già disponibile in prenotazione.
Il suo brano sanremese, scritto e composto da lei insieme a Dardust ed Estremo, «è la mia canzone preferita», spiega. «Ho deciso di darle il palco più grande che potessi. Certo, non ambisco alla vittoria, mi sento un po’ fuori gara. Sia per l'età sia per il mio percorso così recente, è ancora tutto inaspettato». “Voce” «racconta un mondo in cui tutti dovrebbero sentirsi liberi di parlare, di partecipare, come diceva Gaber. Io ci rifletto con un po’ di rabbia, ribellione, ma soprattutto con amore, perché per me è con l'amore che si fanno le grandi rivoluzioni». Invece per le cover ha pensato a “Prisencolinensinainciusol” «perché mi dà anche modo di affrontare un tema che mi è sempre stato a cuore, l'istruzione». E spiega, «È un sistema che va cambiato radicalmente, il mondo cambia e la scuola no. Sognavo persino di fare l'insegnante, ma si può insegnare anche con 'arte». Quando è venuta l'idea di proporre il brano di Celentano, racconta, «il mio discografico, Filippo Sugar l'ha contattato e lui ha detto che mi conosceva, che era fan ed era super contento. Ha anche visto le prove della canzone dal cellulare e gli è piaciuta molto, spero di fargli onore. Sul palco per la cover sarò sola, dice, «ma ci sarà una sorpresa». Com'è stato il primo impatto con Sanremo? «Le prove a Roma sono state molto emozionanti. In “Voce” c'è un gran lavoro di archi, fiati e batterie e sentirla con l'orchestra è stata una sensazione unica. Dardust si è commosso e gli orchestrali hanno applaudito... è stata una cosa veramente bella».
L'esposizione mediatica massiccia legata a Sanremo «la vivo con un po’ d'ansia, la fama mi ha sempre spaventata, è qualcosa a cui non ho mai ambito, ma sono anche molto curiosa di vedere che effetto avrà su di me. Poi non è detto sia un popolarità che duri, magari dieci giorni dopo il festival non si mi fila più nessuno», aggiunge ironica.
Finire l'album nell'anno della pandemia, sostiene, non ha stravolto molto il suo modo di fare musica: «ho solo usato il telefono più del solito - dice- resta sempre l'essenza del lavoro in studio. Certo, in alcuni periodi, mi sono sentita un po’ bloccata, perché io scrivo le canzoni sulla base di un'esperienza, che poi rielaboro. Mi stava mancando la materia prima, ma ho ripescato bene dal mio passato e ho fatto una bella analisi». La Madame che troveremo nell'album è «sincera, a volte anche troppo», assicura. «Questo disco è come un quadro nel quale è dipinto perfettamente quello che sono». Gli ultimi due anni sono stati di lavoro costante e c'è stata su di lei un'attenzione crescente ma «io li sto vivendo in modo, penso, naturale. Sono stati intensissimi, di grandissimi dolori e grandissime soddisfazioni e gioie. È la vita che sognavo. Non intendo quella dell'artista, della persona famosa e quelle cretinate lì ma la vita attiva, in cui si soffre, si fa pace, si litiga, ci si ama».
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