Maiella in musica apre a Serramonacesca Con il Duo Nihz, le composizioni ebraiche della Shoah nell’Abbazia di San Liberatore

SERRAMONACESCA. La possente dorsale della Maiella è la sontuosa cornice naturale che ospita da oggi fino al 31 agosto la XXVII edizione di Maiella in Musica, rassegna che si svolge dal 1997 tra le...
SERRAMONACESCA. La possente dorsale della Maiella è la sontuosa cornice naturale che ospita da oggi fino al 31 agosto la XXVII edizione di Maiella in Musica, rassegna che si svolge dal 1997 tra le vetuste e affascinanti architetture che arricchiscono le vallate del Pescarese. I territori interni, dalle montagne al mare, si animeranno delle note di sedici concerti itineranti di grande livello. Il programma si apre questa sera alle 21.15 a Serramonacesca, nell’Abbazia di San Liberatore a Maiella, con il Duo Nihz degli olandesi Bobby Rootveld (chitarra, percussioni e voce) e Sanna van Elst (flauti dolci e voce).
Alla rassegna predono parte musicisti di rilievo, vincitori di concorsi nazionali ed internazionali, con repertori che variano dalla musica antica e barocca, al camerismo otto-novecentesco, con incursioni nella musica contemporanea e jazz. Come spiega Giuseppe Zecca, presidente dall’Associazione Nicolò Paganini Ensemble, organizzatrice del festival, Maiella in Musica interesserà Manoppello, Montesilvano, Nocciano, Roccamorice, Rosciano, Salle, Scafa, San Valentino, Sant’Eufemia a Maiella e Serramonacesca.
Accanto al Duo Nihz, stasera comparirà, come ospite d’eccezione, Levi Rootveld, figlio di otto anni di Bobby. Fondato nel 2001, il Duo ricerca e tramanda la musica composta dagli ebrei durante la Shoah. Gli artisti vantano un legame particolarmente forte con questo tipo di sonorità. Il nonno di Bobby è stato, infatti, l’unico membro superstite della sua famiglia della Shoah. Un fatto che ha svolto un ruolo importante nel desiderio di suonare musica ebraica.
Oltre al Duo Nihz, tanti i talenti coinvolti: la cantante inglese Sara Jane Morris, la modenese Sabrina Gasparini, il chitarrista andaluso Enrique Munoz, il brasiliano Gahuer Carrasco, l’eclettico Francesco Tizianel con il grandissimo taorminese Francesco Buzzurro. Poi i fratelli Lleida, da Saragozza, con Enrique (pianista), Pablo (bassista) e Santi (percussionista), i fisarmonicisti Carmine Mandia, Athos Bassissi e Massimo Santostefano, il violinista albanese Gen Llukaci e il clarinettista napoletano Raffaele Bertolini.