«Malinconico oggi sfoggia tutti i suoi limiti»

16 Febbraio 2018

De Silva domani presenta a San Giovanni Teatino il suo ultimo romanzo “Divorziare con stile”

Lo scrittore e sceneggiatore Diego De Silva domani, 17 febbraio, alle 18 parlerà del suo ultimo romanzo “Divorziare con stile” (Einaudi) insieme allo scrittore pescarese Alessio Romano alla Libreria Coop del Centro d’Abruzzo a San Giovanni Teatino per il nuovo appuntamento della fortunata rassegna “A tu per tu con l’Autore” che ha avuto, tra gli altri, ospiti come Dacia Maraini, Teresa Ciabatti e Rosella Postorino. A caratterizzare la rassegna la tradizione di omaggiare l’ospite di turno con un regalo particolare: l’artista Paola Petrini dipinge a mano su una maglietta la copertina del libro dell’autore in un pezzo unico che diventa il ricordo dell’incontro. Del suo romanzo De Silva ha parlato per il Centro con Alessio Romano nell’intervista che segue.
Diego De Silva è uno degli scrittori più amati dal pubblico italiano. Nato a Napoli nel 1964 ha esordito con Einaudi (che ancora oggi pubblica tutti i suoi libri) nel 2001 con il libro “Certi bambini”, premio selezione Campiello, da cui è stato tratto il film omonimo diretto dai fratelli Frazzi. Sono seguiti i romanzi “La donna di scorta”, “Voglio guardare”, “Da un'altra carne”. Nel 2007 con il libro Premio Napoli e finalista al Premio Strega “Non avevo capito niente” dà vita alla saga di romanzi con protagonista Vincenzo Malinconico che ritornerà nei romanzi “Mia suocera beve” e “Sono contrario alle emozioni”. Questi tre romanzi sono stati poi pubblicati insieme in un unico volume intitolato “Arrangiati Malinconico”. Del 2013 è la poetica novella “Mancarsi” mentre nel 2015 esce “Terapia di coppia per amanti” che è diventato un film con Ambra Angiolini e Pietro Sermonti per la regia di Alessio Maria Federci. Diversi suoi racconti sono in varie antologie, tra cui “Scena padre”, “Giochi criminali (con Giancarlo De Cataldo, Maurizio de Giovanni e Carlo Lucarelli) e “Figuracce”. I suoi libri sono tradotti in Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Portogallo e Grecia. Come sceneggiatore ha lavorato ai copioni dei film “I giorni dell’abbandono” di Roberto Faenza e “Dobbiamo parlare” di Sergio Rubini. Al centro del nuovo libro di De Silva c’è una causa di separazione che diventa una vera e propria lotta tra due coniugi, tema davvero attuale dopo le polemiche per le ultime sentenze della Cassazione in tema di assegni di mantenimento.
Con "Divorziare con stile" torna un personaggio che ha avuto un grandissimo successo tra il pubblico ed è tra i più amati di sempre: Vincenzo Malinconico. Qual è il suo segreto?
Forse, il tono confidenziale con cui si rivolge al lettore. Il suo dichiarare le proprie incapacità senza infingimenti. Malinconico non nasconde i suoi limiti, e nemmeno li sfoggia come forma di terapia d’urto (come, per capirci, le persone timide che usano l’aggressività per rifarsi del loro complesso), ma semplicemente se li porta dietro, perché ha smesso di vergognarsene.
Uno dei temi del suo libro è la gestione di una separazione. Come si può riuscire a tramutare questo trauma in una'occasione per capire se stessi?
Non ci sono istruzioni per il corretto uso della separazione. Chiunque le proponga, vende fuffa. Quella del fallimento è una categoria in cui nella vita prima o poi s’incappa, ed è allora, che uno lo voglia o no, che si fanno i conti con se stessi, la propria meschinità, la propria nobilità o entrambe. Certo, perdere l’occasione per guardare alla propria vita alla luce di un’esperienza di sofferenza sarebbe davvero da imbecilli. Il dolore deve servire a qualcosa.
Oltre che romanziere lei è anche sceneggiatore e più di una sua opera è stata trasformata in un film. Che rapporto c'è oggi tra la narrazione di carta e quella in pellicola?
Il rischio è che la scrittura sconti la semplificazione della messa in scena. Molto dipende dall’approccio del regista, dalla sua capacità di conservare il potere della parola scritta, pur facendo ovviamente il suo mestiere di raccontare per immagini.
Negli ultimi anni è stato spesso in Abruzzo. Che idea si è fatto della nostra regione?
Che è un vero peccato che sia così difficile da raggiungere in treno (Diego De Silva abita tra Roma e Salerno ndr).