Marco Cassini: «Io, abruzzese racconto il terremoto in Emilia»

ROMA. «Essendo abruzzese, di Teramo, conosco bene la sensazione di paura che ti prende quando vedi le pareti tremare e gli oggetti iniziano a cadere. È come se ti cascasse addosso la tua vita. Il...
ROMA. «Essendo abruzzese, di Teramo, conosco bene la sensazione di paura che ti prende quando vedi le pareti tremare e gli oggetti iniziano a cadere. È come se ti cascasse addosso la tua vita. Il terremoto è una crepa che resta nell'anima».
Lo dice il trentenne Marco Cassini, attore, fra gli altri, in Un medico in famiglia e I Borgia, che ha deciso di raccontare un altro sisma, quello dell'Emilia nel 2012, nella sua opera prima, “La notte non fa più paura”. Il tema è affrontato attraverso una dimensione privata, quella di un gruppo di operai che, dopo la prima violenta scossa del 20 maggio di quattro anni fa, decide di tornare a lavorare nel capannone dichiarato agibile: la tragedia è dietro l'angolo.
Il film alla Festa del cinema di Roma, nella sezione Riflessi, è stato proiettato, martedì, al Maxxi in un evento benefico che ha raccolto fondi per Amatrice. Nel cast, fra gli altri, Giorgio Colangeli, Stefano Muroni, Walter Cordopatri, Valeria Romanelli, Silvana Spina, Rosario Petíx, Ivan Alovisio e Piero Cardano.
Fra le vittime del terremoto in Emilia «c'erano soprattutto operai, morti mentre erano al lavoro», spiega Cassini. «Così», aggiunge l’attore e regista, «ho deciso di partire da lì, per fare un film che fosse il più possibile della gente».
Lo ha aiutato a dare alla storia la maggiore veridicità possibile il comitato Emilia Vite scosse, «dove», spiega Cassini, «ho parlato con molti terremotati e familiari di vittime. Mi hanno colpito il loro coraggio, la forza con cui stanno ricostruendo le loro vite».
Durante le riprese «spesso venivano sul set, ci portavano da mangiare, guardavano le scene e capitava che qualcuno scoppiasse a piangere».
A che punto è la ricostruzione? «La ferita ancora c'è, è enorme, e non solo fisica», dice Marco Cassini. «Gli italiani sono uno dei popoli migliori nel superare i traumi, il problema maggiore in questo Paese è la burocrazia, che diventa nemica dei cittadini, le leggi che vanno rilento. Spero che ora si agisca in una maniera differente e vinca il buonsenso».
Il prossimo passo per il film invece è «trovare una distribuzione: ci stiamo lavorando. Sarebbe bello», conclude l’attore regista teramano, «avere anche una messa in onda televisiva, magari l'anno prossimo in occasione dei cinque anni dal terremoto».
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