Marco Fumo, l’incontro senza tempo tra Scarlatti, il jazz e la musica etnica

Un cd appena uscito e altri due in cantiere per l’artista abruzzese Sabato 11 maggio, la presentazione alla Fondazione La Rocca
PESCARA. Ci sono anche quando non ci s(u)ono: Marco Fumo sdrammatizza con la classe e l'ironia che non gli fanno difetto nemmeno dopo il malore occorsogli due anni orsono e che non gli consente di suonare il piano. E trova il modo (e che modo!) di restare in connessione con il suo pubblico «almeno per un buon annetto», come avverte nelle note che accompagnano il progetto - unico e assai colto, pari al suo modo di fare musica - Ci sono anche quando non ci s(u)ono, in cui riassume la sua ricercata attività di pianista in tre dischi in uscita in tre tempi diversi per l'etichetta internazionale Odradek. Occasione per presentare i tre volti musicali del musicista abruzzese con origini salernitane, disinvolto interprete di generi, stili e autori della musica.
Il primo cd è uscito lo scorso 5 di aprile ed è intitolato Timeless, un confronto tra Domenico Scarlatti clavicembalista e compositore barocco e autori differenti per genere ed epoche musicali. Sabato 11 Maggio alle 18.30 nella sede della Fondazione La Rocca il disco sarà presentato dal maestro Fumo e da Fabio Ciminiera con una guida all'ascolto, apertura del progetto più ampio che prevede altri due cd e relativi incontri.
Fumo, che disco è Timeless?
«È un po' lo specchio del provocatore che è in me. Questo album è stato concepito per essere ascoltato a coppie: i brani sono combinati in distici mettendo a confronto Scarlatti con William Grant Still, Duke Ellington, Chick Corea, Manuel Saumell, Ignacio Cervantes».
Autori completamente differenti tra loro e dal modello di riferimento, il suo adorato Scarlatti. Cosa tiene insieme autori distanti nel tempo come se fossero tutti contemporanei?
«È quello che spiegherò sabato 11 partendo dall'ascolto di Timeless, un viaggio ideale nella musica fuori dal tempo proprio come il titolo dell'album vuole evocare. Durante il lockdown ho lavorato su tracce del mio personale repertorio scarlattiano cercando brani più adatti alla mia idea».
Qual è la visione ultima di questa complessa operazione?
«Abbracciare tutta la musica senza classificazioni, generi, steccati e separazioni temporali e stilistiche, ma solo per assonanza, per parentela semantica o per contaminazione... nulla si crea , tutto si trasforma».
Un progetto di spessore che proseguirà con altri due cd più canonici. Come?
«Dopo Timeless, il secondo disco sarà tutto su Scott Joplin, autore che mi ha dato una certa notorietà. Il titolo sarà Elite syncopations e comprenderà anche quattro brani che non ho mai registrato, uscirà tra ottobre e novembre. Il terzo uscirà presumibilmente il prossimo anno, sarà uno sguardo complessivo su tutto il mio repertorio che parte dalle danze cubane del primo Ottocento fino ai primi decenni del Novecento, si chiamerà Un secolo di pianismo africano-americano. Il tutto basato sul recupero di vecchie e nuove registrazioni inedite. Una fortuna aver ritrovato quei vecchi nastri!».
Timeless, 33 minuti di ascolto, è stato registrato negli studi The Spheres di Odradek a Montesilvano; sound engineer & mastering Marcello Malatesta, produttore esecutivo Stefano Zenni.
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