Mario Capuani, il medico eroe della battaglia di Bosco Martese

26 Settembre 2020

Un libro di Grazia Romani indaga la breve e intensa vita del partigiano teramano ucciso dai tedeschi a 35 anni per essersi rifiutato di rivelare i nomi dei compagni 

TERAMO . Mario Capuani, uno dei martiri della Resistenza teramana, morì a 35 anni il 27 settembre 1943. Il suo nome si lega a quello di tanti altri giovani teramani caduti per difendere la libertà e all’epopea di Bosco Martese, la prima battaglia partigiana italiana in campo aperto, come la definì Ferruccio Parri. Dell’arroccamento al Ceppo di circa duemila uomini, tra partigiani, soldati, civili, prigionieri di tutte le nazionalità fuggiti dai campi di internamento del Teramano e dell’Ascolano, Mario Capuani fu una delle principali anime, così come della riscossa contro i militari tedeschi nello scontro vittorioso del 25 settembre.
Il valore e il coraggio del medico pediatra nato a Torricella Sicura nel 1908, ucciso per rappresaglia dai soldati nazisti con un colpo alla nuca dopo aver rifiutato di tradire i compagni, furono onorati nel 1980 con la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria concessa dal presidente Sandro Pertini. La sua figura di giovane uomo, medico, combattente partigiano viene raccontata compiutamente nel libro “Mario Capuani. Frammenti di vita”, scritto da Grazia Romani e pubblicato da Ricerche&Redazioni. Il volume, con prefazione dello storico Luigi Ponziani, racconta la vicenda di Capuani partendo dalle carte di famiglia e dalle memorie di Dora, sorella di Mario e zia acquisita dell’autrice, che ha saputo raccogliere e interrogare i documenti sparsi, unendoli a quelli già noti in una narrazione partecipe ma priva di retorica, da leggere come un romanzo. La prima presentazione del volume ieri a Torricella Sicura a villa Capuani-Celommi: con Grazia Romani e Luigi Ponziani intervengono il sindaco Daniele Palumbi, il vice sindaco e assessore alla cultura Marco Di Nicola, Viriol D’Ambrosio, presidente della Fondazione Pasquale Celommi e, come moderatore, il sociologo Gianni Di Giacomantonio. Oggi presentazione a Teramo, alle 17, nella villa comunale Bandini: con Romani e Ponziani il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore alla cultura Andrea Core. «L’ascolto del passato è una cosa che mi appartiene fin da bambina. La Storia, le storie, le memorie fanno parte di me. Scritti, fotografie, oggetti, preghiere antiche, racconti familiari» spiega l’autrice, che ha insegnato, esercitato la professione forense, pubblicato articoli in riviste settoriali, coltivato da sempre l’interesse per la storia contemporanea, in particolare per gli eventi bellici del Novecento «Dare voce ai racconti, trovare conferme negli archivi, nelle carte di case, cercare nei libri di storia, confrontare più fonti, tutto allo scopo di ricostruire un pezzetto di passato che è anche storia patria e familiare. Questo fa sì che riprenda forma, si delinei e animi quella particella temporale di vita estinta e ne riemergano gli affetti. E Mario, pur senza discendenza, esista in un tempo che gli sarebbe negato». Scrive Ponziani nella presentazione: «La scelta di Grazia Romani di seguire attraverso percorsi famigliari la parabola umana e civile di Mario Capuani è sembrata la strada migliore per collocare il sacrificio di un combattente per la libertà in una dimensione più intima ma non meno significativa del ruolo “pedagogico” e morale. Con Mario Capuani muore un giovane antifascista, un milite consapevole dell’azionismo democratico, un lucido interprete di quei principi di libertà da affermare fino al sacrificio supremo. Ma con lui muore un amato e stimato medico, un pediatra soccorrevole e colmo di umanità la cui figura ancor oggi aleggia, quasi un mito oltre il tempo, tra le popolazioni della montagna teramana».