Mario Martone racconta il suo cinema all’Aquila Film Festival

24 Ottobre 2016

Oggi al via la retrospettiva delle pellicole del regista che domani incontrerà il pubblico all’Auditorium del Parco

L’AQUILA. L'Aquila Film Festival, a partire da oggi, all'Auditorium del Parco, ospiterà due retrospettive di alto livello, su Mario Martone e Marco Bellocchio, alla presenza dei registi. Due doppie serate, intitolate “Dialoghi sul cinema”, che prevedono la stessa formula.

Si comincia con una retrospettiva di film di Mario Martone, oggi e domani. Oggi nel corso della prima serata saranno proiettati i film “Morte di un matematico napoletano” (inizio alle ore 19) e “Noi credevamo”. Domani, invece, sono in programma “L'amore molesto” (ore 17) e “Il giovane favoloso” (ore 20.30). Alle 19, tra i due film, si terrà l' incontro con il regista napoletano. Il secondo evento, dedicato a Bellocchio, avrà luogo il 14 e 15 novembre: la prima giornata proporrà la visione de “I pugni in tasca” (ore 18.30) e “Nel nome del padre” (ore 20.30). Il giorno dopo sarà la volta di “Buongiorno, Notte” (ore 17) e “Bella addormentata” (ore 21). Alle ore 19, l'incontro con il regista.

Napoletano, 57 anni, Martone ha debuttato nel teatro d’avanguardia. Il suo primo spettacolo risale al 1976 , “Faust o la quadratura del cerchio”. Nel 1977 ha fondato il gruppo Nobili di Rosa (con Andrea Renzi e poi Francesca La Rocca, Augusto Melisurgo e Federica della Ratta Rinaldi), che, due anni dopo, diventa Falso Movimento. Tra gli spettacoli realizzati da questo gruppo si ricordano “Otello” nel 1982, “Coltelli nel cuore” nel 1986 da Brecht e “Ritorno ad Alphaville” da Godard nel 1986. L'esordio di Martone nella regia cinematografica è del 1980 con un cortometraggio sponsorizzato dal Banco di Napoli, a cui segue "Foresta Nera". Dopo 12 anni, nel 1992, si rivela al grande pubblico con il suo primo lungometraggio: “Morte di un matematico napoletano”, storia del matematico Renato Caccioppoli, interpretato da Carlo Cecchi, che gli valse il Gran premio della giuria alla Mostra di Venezia.

Ed è proprio questo film il primo della retrospettiva aquilana. La pellicola è ambientata nella Napoli degli anni Cinquanta dove Renato Caccioppoli, docente universitario di matematica pura, è un uomo disilluso e tormentato che vive gli ultimi giorni della sua vita. Nipote di Bakunin per parte di madre e reduce dall’ospedale psichiatrico, abbandonato dalla moglie, e divenuto estraneo ai suoi stessi compagni di partito del Pci e ai suoi collaboratori all’ateneo, vive la sua vita con disincantato distacco fino al suo ultimo atto, il suicidio.

Il secondo film, in programma sempre oggi all’Auditorium del Parco, è “Noi credevamo”. Il film, del 2010, è articolato in quattro capitoli (Le scelte, Domenico, Angelo e L’alba della nazione), racconta la storia di tre ragazzi del Cilento: Salvatore, con spirito patriota, Domenico, che crede nell’amicizia e Angelo, votato all’azione violenta. Nel 1828 scelgono di prendere parte al movimento politico repubblicano della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Le loro vite, in seguito a questa decisione, prenderanno strade diverse, ripercorrendo alcuni episodi della storia del Risorgimento italiano.

L'Aquila Film Festival, ideato dall'associazione L'idea di Cleves, si è aperto il 4 ottobre e andrà avanti fino al 22 dicembre prossimo. Nella competizione principale ci sono nuovi film in anteprima di autori come Werner Herzog (Lo and Behold: Il Futuro è oggi), Alejandro Jodorowsky (Endless Poetry) e Philippe Faucon (Fatima) in gara con altri autori come lo svizzero Tobia Nolle (Aloys, apprezzato nell'ultima Berlinale). Nel concorso per opere prime e seconde si trovano proposte come quelle della regista croata Hana Jusic (Quit staring at my plate), dell'argentino Robert Bonomo (Miss), del bosniaco Danis Tanovic (Death in Sarajevo) e dell'unico italiano selezionato, Alessandro Comodin (I tempi felici verranno presto). Quattro sono le proposte all'interno del festival: opere inedite (il concorso principale e quello riservato agli autori di opere prime o seconde), cortometraggi, la rassegna d’essai, e le retrospettive. ©RIPRODUZIONE RISERVATA