Marlò, Setak e il fascino di “Tutte le funtanelle”

6 Aprile 2022

Nel brano l’artista pescarese ospita il cantautore pennese: «L’arrangiamento conserva la forza emotiva dei canti popolari»

PESCARA. “Tutte le funtanelle” è un brano popolare abruzzese tra i più delicati ed eleganti nella melodia e nei versi, l’autore è sconosciuto e negli anni venne persino attribuito a Gabriele D’Annunzio, ma di questa origine letteraria non vi è conferma. Il Vate di certo cita questo canto nel “Trionfo della morte” – il romanzo che tanto deve a luoghi e radici abruzzesi del poeta – come dedica alla sua terra. Ora questa canzone torna in un disco, uscito ieri per l’etichetta Musica e Seta, con arrangiamento di gran fascino e unendo due voci dalla intrigante capacità interpretativa che, in modo diverso, trovano ispirazione nella lingua e nei colori del loro Abruzzo, ovvero Marlò e Setak.
Il progetto è di Federica Di Marcello, Marlò quando scrive e canta, che è tornata a Pescara (dove è nata nel 1990) dopo una lunga parentesi milanese. Per il progetto ha voluto al suo fianco Nicola Pomponi in arte Setak, musicista/cantautore pennese che unisce con successo (“Blusanza” e “Alestalé” i suoi due album amati da pubblico e critica) il dialetto pennese a sonorità internazionali. Così Marlò racconta la genesi di questo lavoro: «La dimensione ancestrale della musica popolare mi ha sempre affascinata; c’è una forza emotiva e melodica nella musica tramandata che fa sì che questa sia comprensibile anche a chi non parla quel dialetto. L’atmosfera dei canti popolari è comune a tutte le regioni, è qualcosa che tutti riconosciamo, di cui abbiamo memoria. “Tutte le funtanelle” è la canzone che ho nelle orecchie da che ho iniziato ad accumulare ricordi. La cantava mia nonna, la cantavo io da piccola, la cantava mia zia a mio cugino». Per lei il ritorno a Pescara è un nuovo inizio: «Per ricominciare è necessario tornare alle radici, alla memoria. E da qui nasce l’idea di riarrangiare questo brano e portarlo in una dimensione fuori dal tempo, togliendo la polvere che il vernacolo porta con sé, mantenendo però la forza espressiva e identitaria della mia terra. Non è la canzone più conosciuta d’Abruzzo, ma è certamente quella che più di tutte mi riporta a casa. Sempre».
La scintilla all’incontro con Setak la scorsa estate: «L’ho ascoltato dal vivo ed è stata un’esperienza artisticamente folgorante», ricorda. «Sono rimasta sconvolta da come si potesse cantare il mio dialetto donandogli spessore e qualità, allontanandolo da quella dimensione goliardica cui solitamente viene associato. E nel concretizzare il desiderio di riarrangiare “Tutte le funtanelle” ho subito pensato che la presenza di Setak sarebbe stata il valore aggiunto. Lui incarna quello che vorrei racchiudesse questa nostra versione: togliere la “polvere” e riportare tutto a una dimensione attuale che preservi però l’essenza e la forza espressiva delle radici». «Mi sono sempre tenuto a distanza dalla musica “popolare", vuoi perché non fa parte del mio background vuoi perché, in questo mondo talvolta fatto di categorie tagliate con l’accetta, potrei esserne facilmente associato», dice Setak, facendo qui riferimento al dialetto che ha scelto come lingua artistica. «Quando però Federica mi ha chiesto di fare un featuring su “Tutte le funtanelle” e ho ascoltato la canzone, sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’eleganza e dalla gentilezza con cui era stata realizzata, e ho accettato con entusiasmo l’invito».