Matilde Gioli è Vera Vergani l’attrice che turbò D’Annunzio

“Il segno delle donne” su Rai Storia propone questa sera la docu-fiction che conduce nella vita di una delle interpreti più importanti del suo tempo
PESCARA. La “sua” Mila di Codra piacque moltissimo a Gabriele D’Annunzio, che pure aveva inizialmente scritto il ruolo principe de “La figlia di Iorio” per Eleonora Duse, poi “scartata” – con grande offesa – dall’amante libertino che preferì «crudelmente” proprio la rivale della Divina, la più giovane Irma Gramatica per la prima al Teatro Lirico di Milano il 2 marzo del 1904.
Ma quando anni dopo, era il 1922, il poeta pescarese vide l’interpretazione di Vera Vergani al Teatro Argentina di Roma, volle farle i complimenti di persona. Un momento fondamentale per la carriera della giovane attrice nata a Milano nel 1895 da una famiglia originaria di Cividale del Friuli, sorella maggiore del giornalista e scrittore Orio Vergani. Significò essere consacrata dal più venerato autore italiano allora vivente come «prima attrice di D’Annunzio a rompere gli schemi della recitazione femminile», considerazione e fama che i critici dell’epoca ripeterono riferendosi anche alle sue interpretazioni pirandelliane. Questa sera alle ore 21.10, su Rai Storia, Vera Vergani (Milano, 5 febbraio 1895 – Procida, 22 settembre 1989), l’interprete più amata dal pubblico degli anni ‘20, rivive con l’interpretazione di Matilde Gioli nella terza puntata de “Il segno delle donne”, docu-fiction storica coprodotta da Rai Storia – Anele che, attraverso le “interviste” dalla storica e critica d’arte Rachele Ferrario, racconta sei donne italiane che nel Novecento hanno lasciato un segno profondo nella storia culturale, politica e sociale del nostro Paese.
Matilde Gioli farà rivivere il carattere e la personalità di una delle attrici teatrali e cinematografiche dunque più importanti del suo tempo e che si è distinta per una recitazione semplice e spontanea, rispondendo alle domande di Rachele Ferrario sempre con parole realmente usate da Vera Vergani in lettere, diari, colloqui con giornalisti e discorsi pubblici portati alla luce dagli autori, con la consulenza della storica Silvia Salvatici.
Per ripercorrere le tappe della sua vita e della sua carriera, anche immagini inedite provenienti dagli archivi di famiglia, filmati di repertorio e testimoni illustri, come lo storico del teatro Guido Di Palma, il regista e genero di Vera Vergani Giuliano Montaldo, la costumista e nipote dell’attrice Elisabetta Montaldo, la produttrice e sceneggiatrice, nonché figlia dell’artista, Vera Pescarolo e la studiosa Barbara Biffoli.
Vera Vergani debutta nel 1905 a soli 10 anni sul palcoscenico di un teatro a Cividale del Friuli, in una rappresentazione di “Così va il mondo bimba mia” di Giacinto Gallina. Vera cresce tra gli artisti che frequentavano la casa della sua famiglia, i Podrecca, tra cui il capocomico Ferruccio Benini che, nel 1912, propone alla diciassettenne Vera di entrare a far parte della sua compagnia.
Il suo talento la porterà in seguito a recitare per le compagnie di Ruggero Talli dal 1914 e di Dario Niccodemi dal 1920. Il sodalizio artistico con quest’ultimo le porta innumerevoli successi: diventa l’attrice di Pirandello e di D’Annunzio, viene amata e apprezzata, oltre che dal pubblico, anche da Eleonora Duse, Piero Gobetti e Antonio Gramsci. Vera, donna coraggiosa, libera e anticonvenzionale, durante una traversata oceanica si innamora di Leonardo Pescarolo, comandante del transatlantico su cui viaggia, e decide di lasciare per sempre il teatro per dedicarsi alla famiglia. È ancora bella e all’apice del successo quando, il 13 gennaio del 1930, dal palcoscenico del Teatro Manzoni di Milano, decide di salutare il suo pubblico per l’ultima volta.
Dopo Margherita Sarfatti interpretata da Sonia Bergamasco, Ondina Valla da Eleonora Giovanardi e Vera Vergani da Matilde Gioli, la serie, in 6 puntate da 50 minuti ciascuna, ogni martedì alle 21.10 su Rai Storia, proseguirà con Adele Faccio con il volto di Monica Nappo, Chiara Lubich con quello di Anita Zagaria e Lalla Romano con quello di Pamela Villoresi.
“Il Segno delle Donne” è una co-produzione Anele e Rai Storia, realizzata da Anele e presentata da Rai Cultura. Prodotta da Gloria Giorgianni. Soggetto di Gloria Giorgianni, Massimo Favìa e Andrea Martelli. Testi di Mariangela Barbanente, Laura Bernaschi e Dario Sardelli con l Rachele Ferrario, Andrea Martelli, Marco Spagnoli, Daniele Pini. Consulenza storica di Silvia Salvatici. Regia di Marco Spagnoli (Adele Faccio, Ondina Valla, Vera Vergani) e Andrea Martelli.