“Matti per il calcio”: Castellitto psichiatra organizza i Mondiali

Sull’onda dei successi azzurri arriva il film tv Nel cast Max Tortora allenatore ludopatico
Tutti matti per il calcio. A confermarlo i dati strabilianti che ogni giorno incollano gli italiani davanti alla televisione, non solo quando è in campo la strepitosa Nazionale di mister Mancini vincitrice degli Europei. La Rai così decide di puntare su un prodotto che regalerà e farà vivere emozioni attraverso delle riflessioni lontane dal semplice intrattenimento, e più vicine alla ricerca.
“Crazy for Football” (Matti per il calcio) è un racconto ispirato ad una storia vera, già raccontata da Volfango De Biasi nell’omonimo documentario vincitore del premio David di Donatello nel 2016. Il film tv narra lo sviluppo di quella prima esperienza terapeutica e l’impresa di organizzare il primo mondiale di calcio a cinque per pazienti affetti da disturbi psichiatrici.
Si parte dai provini per la formazione della squadra alla competizione sui campi di calcio. Il calcio come motore terapeutico, come mezzo per affrontare un’avventura sportiva che ha il sapore dell’adrenalina più genuina.
“Crazy for Football” è nel cartellone dei palinsesti autunnali di Rai1. Il film tv è diretto e scritto da Volfango De Biasi e vede nel cast Sergio Castellitto nei panni dello psichiatra protagonista della storia, con Max Tortora, Antonia Truppo nel ruolo della sua preziosa e intuitiva assistente e la partecipazione straordinaria di Massimo Ghini. Una coproduzione Rai Fiction-Mad Entertainment, prodotta da Maria Carolina Terzi, Luciano Stella e Carlo Stella. Saverio Lulli (Castellitto) è uno psichiatra di cinquant'anni. Più che nel suo studio o in reparto, Saverio preferisce incontrare i pazienti sul campo di calcio. Per lui il calcio non è solo un diversivo per alleggerire la vita claustrofobica in clinica o per animare la giornata dei pazienti, scandita dagli psicofarmaci. Per Saverio il calcio è una terapia, un’alternativa all’uso esclusivo e massiccio delle medicine o ai continui ricoveri: per lui si tratta di un fatto assodato, che adesso devono sapere tutti.
Per questo organizza il primo mondiale di calcio a cinque per pazienti psichiatrici. Saverio è un visionario, un sognatore e ha il dono di coinvolgere gli altri nelle sue imprese: Paola, la sua giovane assistente, generosa ed entusiasta; Zaccardi (Max Tortora), un ex calciatore ludopatico rimasto vedovo che Saverio recupera da una sala bingo per fargli allenare la squadra, ovviamente senza stipendio. Riesce anche a coinvolgere la figlia adolescente, che la sua ex moglie gli affida per ricordargli che è anche un padre. Persino la Figc – Federazione Italiana Giuoco Calcio, gli dà fiducia, fornendogli le vere maglie azzurre della Nazionale di calcio italiana.
Solo lo psichiatra De Metris rema contro. Stima Saverio, ma teme lo stress che potrebbe generarsi nei soggetti più problematici a causa della competizione e gli nega il finanziamento con il quale Saverio avrebbe dovuto organizzare il torneo calcistico. Ma Saverio, piuttosto che mollare e tradire i suoi ragazzi, ipoteca la propria casa e mette lui i soldi necessari. Ora tutto è pronto: la prima Nazionale italiana di calcio a cinque formata da pazienti psichiatrici può scendere in campo.
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