Mazzocchetti a “Storie”: «Ho stupito Rummenigge, poi mi è cambiata la vita»

23 Novembre 2021

«Mi rubarono 50 milioni di lire per il sogno di fare il cantante: mio padre firmò anche le cambiali, poi, però il truffatore, uno che si spacciava per un grande manager che poteva portarmi a Sanremo,...

«Mi rubarono 50 milioni di lire per il sogno di fare il cantante: mio padre firmò anche le cambiali, poi, però il truffatore, uno che si spacciava per un grande manager che poteva portarmi a Sanremo, sparì». Da quella truffa andata a segno è arrivata la svolta della vita per Piero Mazzocchetti, tenore di Montesilvano: «La mia era una famiglia modesta, mio padre faceva il camionista e mia madre l’operaia, e per ripagare quel debito sono andato in Germania a cantare nei locali. In Germania ci ho passato quasi 10 anni e ho fatto successo: lì avevo tutto ma mi sentivo solo». Alla storia di Mazzocchetti, del suo talento in fuga e del ritorno da protagonista fino a Sanremo è dedicata la settima puntata di “Storie - Le Emozioni della Vita”, il programma di Rete 8 in collaborazione con il Centro che va in onda stasera alle 21 con la regia di Antonio D’Ottavio (repliche il mercoledì alle 24, il sabato alle 22 e il martedì alle 13.10).
A BRACCIA SPALANCATE Dopo l’astinenza dell’emergenza Covid, Mazzocchetti torna ai concerti davanti al pubblico: con “La stagione dell’amore” l’11 dicembre sarà al Teatro Nestor di Frosinone e il 14 al Massimo di Pescara. Mazzocchetti rifarà il suo gesto liberatorio, ormai un marchio di fabbrica: spalancare le braccia come per stringere il pubblico e il mondo. «Lo faccio da quando sono ragazzino, da quando suonavo ai ristoranti. Quando il pubblico mi dona una standing ovation, questo è il modo migliore per dire grazie, a Dio e al pubblico».
KARL HEINz da champions Ha iniziato a studiare pianoforte quando aveva 7 anni; a 16 anni faceva già pianobar e suonava ai matrimoni: «Così mi guadagnavo i primi soldini, non avevo la patente e mi accompagnava mio padre con il Fiorino». È cambiato tutto dopo il colpo basso della truffa. «Una sera, in un locale di Monaco, stavo cantando e, in mezzo al pubblico, un tedesco mi chiese se lo stavo facendo in playback. Gli dissi di no e lui mi sfidò dicendo di mettere da parte il microfono e cantare ancora. E io cantai. Io non sapevo chi fosse». Quel tedesco era Karl Heinz Rummenigge, stella dell’Inter, seduto accanto a un’altra leggenda del calcio, Franz Beckenbauer: «La settimana dopo stavo cantando all’Olympiastadion per la semifinale di Champions League tra Bayern Monaco e Dinamo Kyev. Cantai “Nessun dorma” e portai fortuna al Bayern che vinse la coppa». Poi, il primo album con la Universal, “L’eternità”, i duetti con Josè Carreras e il ritorno in Italia come big di Sanreno: con “Schiavo d’amore”, terzo posto, si è preso la sua rivincita. Anche sul truffatore. «L’ho rivisto in albergo quella sera. Mi ha detto che l’aveva sempre saputo che avrei potuto fare successo, ma non ci ho visto più e gli ho dato un calcio nel sedere: il mio manager ha insabbiato tutto. Dopo il calcio nel sedere, però, l’ho ringraziato: senza di te non avrei fatto niente, gli ho detto».
SCHIAVO D’AMORE Il brano della consacrazione è stato “Schiavo d’amore”: «Il palco di Sanremo è piccolo ma quando scendi le scale e capisci che in 4 minuti ti stai giocando la carriera è difficile». E il titolo cosa significa? «Credere in un sentimento che è un contrappunto, bisogna seguire le regole ma non ci sono regole. Io fino a poco tempo fa non ci credevo all’amore: ero proiettato su me stesso. Poi, è nato mio figlio Francesco». Ora al suo fianco c’è anche la conduttrice Federica Peluffo: insieme sono protagonisti del talent “Dreams” in onda ogni domenica in prima serata su Rete 8.