Mengoni vola e incanta sul palco «Ma per i gli stadi c’è tempo»

TORINO. Finisce come aveva cominciato un anno fa, sulle note di “Guerriero”, il #Mengonilive2016, che ha debuttato lo scorso giovedì sera (prima data di 33, dove 13 sono già sold out) al Pala...
TORINO. Finisce come aveva cominciato un anno fa, sulle note di “Guerriero”, il #Mengonilive2016, che ha debuttato lo scorso giovedì sera (prima data di 33, dove 13 sono già sold out) al Pala Alpitour di Torino, con un tutto esaurito, che ha inaugurato il nuovo tour nei palasport dell’artista di Ronciglione, Marco Mengoni, che lo porterà in giro per l’Italia e anche all’estero (numerose le tappe in Europa e in America), con il doppio progetto discografico “Parole in circolo - Le cose che non ho”.
«Con questo tour voglio chiudere un cerchio», racconta il cantante, «sono cresciuto e soprattutto ho lavorato a lungo su questo spettacolo, già mentre ultimavo il precedente.Sono sempre insoddisfatto perciò credo che in futuro farò ancora di più, ma non parliamo di stadi, per quelli c'è tempo». Intanto Mengoni si gode e si suda uno show appropriatamente definito «un triathlon»: oltre a correre da una parte all'altra del palco l'artista arriva addirittura a volare, e non solo sulla poltrona sospesa come già aveva fatto un anno fa.
Quella trovata si ripete in uno dei momenti più toccanti della serata, con “Esseri umani” anticipata da un monologo in cui la popstar afferma: «Credo in una famiglia che ti accoglie, non ti giudica e si prende cura di te: questa è l'unica definizione che conosco». Ma il momento più emozionante, sulle note di “Pronto a correre”, vede il cantante fluttuare su un piccolo piedistallo sotto gli occhi estasiati dei fan, per raggiungere un palco centrale, dove canta “Ad occhi chiusi” e “Mai e per sempre” tirando fuori una forza interpretativa fatta di acuti e vibrati di gusto soul.
L'empatia dell'artista con i suoi seguaci è dimostrata dalla coreografia in cui, tramite l'app ufficiale, il pubblico illumina il palazzetto a tempo di “Dove si vola”, ma uno dei brani in cui l'elemento visuale si fa più intenso è “Solo due satelliti”, scritta da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Particolarmente iconico anche l'intro di “Guerriero”, in cui Mengoni, al centro del palco, è nascosto da un cappuccio e batte il tempo su una grancassa a tracolla. Dopo oltre due ore di live, Mengoni si congeda dal pubblico con “Kiss” di Prince , artista che il cantante già omaggiava nei suoi primi tour. Per compensare i vari sold out, alle 23 date iniziali ne sono state aggiunte 10 – tutte italiane – fra cui quella di Ancora il 2 dicembre, al Palprometeo Estra.
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