Meryl Streep: Fuocoammare può vincere l’Oscar

L’attrice presidente di giuria al Festival di Berlino elogia il film di Rosi vincitore dell’Orso d’oro
BERLINO. «Meryl Streep mi ha detto, tenendomi per mano: “Questo film può vincere l'Oscar. Farò di tutto perché sia portato negli Usa”». Lo ha detto Donatella Palermo, produttrice di “Fuocoammare”, il giorno dopo la consegna dell'Orso d'oro al film di Gianfranco Rosi, al Festival del cinema di Berlino. L’attrice americana Meryl Streep era presidente della giuria del festival di cui faceva parte anche l’attrice italiana Alba Rohrwacher.
Palermo ha raccontato «dell’entusiasmo e della profonda commozione» con cui la star del cinema americano, presidente di giuria della 66esima edizione del concorso di Berlino, ha reagito al film documentario girato dal 62enne regista italiano sullo sbarco dei migranti a Lampedusa.
«Dieter Kosslick alla fine si è tolto la spilla dell'Orso d'oro dalla giacca, che aveva con sé da 15 anni, e l'ha appuntata alla mia», ha raccontato Rosi parlando del direttore del festival. «Lui ha voluto la spilla delle coordinate di Lampedusa. Abbiamo avuto un'accoglienza straordinaria, da tutti: pubblico, giuria, stampa internazionale».
Il regista ha poi sottolineato di essere rimasto particolarmente colpito dal «calore, dalla partecipazione e dall'adesione» trovati a Berlino.
Soddisfazione per il premio alla Berlinale anche a Lampedusa, dove ìRosi è rimasto a girare il suo film per un anno e mezzo,
«Ho sentito don Mimmo, il parroco di Lampedusa. Oggi (ieri per chi legge ndr) a messa ha tenuto una predica tutta su “Fuocoammare”», ha detto Pietro Bartolo, il medico del film di Rosi, che ha festeggiato la vittoria partecipando, ieri sera, al programma televisivo “Che tempo che fa”, di Fabio Fazio.
«Con il sacerdote organizzeremo un evento pubblico, per festeggiare “Fuocoammare” e l'orso», ha spiegato Bartolo, sottolineando che domani porterà personalmente il premio agli isolani.
«Martedì porterò l'Orso d'oro ai lampedusani, lo hanno meritato». Bartolo ha spiegato di essere in contatto con molte persone dell'isola. «Purtroppo a Lampedusa non c'è il cinema, ma adesso si cercherà di organizzare una proiezione speciale, perché anche la gente del posto possa vedere questo bellissimo film».
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