«Metamorfosi e Cheerleader divertiamoci con la danza!»

8 Settembre 2017

Anouska Brodacz racconta la sua rassegna Corpografie al Matta di Pescara «Il corpo e la pelle sono strumenti di comunicazione di un linguaggio universale»

Il braccio robotico dell'automa “dialoga” con un ensemble di danzatori entrando in relazione con essi, condividendone lo spazio scenico, proiettando sequenze di immagini e luce in un estraniante gioco di delay. “Habitdata”, il sofisticato spettacolo di scena questa sera allo Spazio Matta per “Corpografie”, esplora e sperimenta le potenzialità della tecnologia dell'automazione applicate alla coreografia. Una novità assoluta. Il nuovo lavoro di Ariella Vidach Aiep, compagnia milanese di pionieri del genere, va in scena a Pescara in anteprima nazionale. La proposta, al top della danza contemporanea nazionale, accende i riflettori sulla seconda tranche del festival ideato e diretto da Anouska Brodacz, felicemente inaugurato la scorsa settimana dalla prima nazionale di “In – habit” del Gruppo E-motion Francesca La Cava con la drammaturgia della stessa Brodacz e l'installazione scenica di Gino Sabatini Odoardi. “Corpografie” va avanti fino al 22 settembre (www.acsabruzzo.it.) e da oggi a domenica procede con un fine settimana ricco e importante (spettacoli alle 21, apericena con El Chiri ore 20).
Lo racconta al Centro la coreografa Anouscka Brodacz, anima e fulcro del festival giunto alla quarta edizione. Gli spettacoli in programma a Corpografie 2017 danno un'immagine della danza specchio della contemporaneità, in bilico tra natura umana e nuove tecnologie, nell'interazione tra le culture altre.
Pescara può dirsi all'avanguardia in questa forma di spettacolo dal vivo?
Grazie alla rete di relazioni da noi, Gruppo Alhena, intessute negli anni, Pescara con Corpografie è tra le rassegne più importanti per le nuove tecnologie. L'internazionalità è un segno distintivo del nostro festival fin dalla prima edizione. Con il mio ultimo spettacolo “Elogio della vecchiaia” siamo stati ospiti, a Milano, di Ariella Vidach alla Fabbrica del Vapore, sede anche del prestigioso Studio Azzurro, ricercatori di nuove tecnologie applicate allo spettacolo. Ne è nato uno scambio che siamo felici di condividere con la nostra città ospitando “Habitdata”. Mai visto spettacoli del genere prima, a Pescara.
Domenica doppia serata, con “Cheerleaders”, divertente spettacolo della compagnia collettivo Piratejenny. A seguire “Metamorfosi”, terzo progetto del Gruppo Alhena su Ovidio, da lei coordinato. Classico e contemporaneo alla ricerca di un equilibrio?
Proprio così. “Cheerleaders” è uno spettacolo che chiama il pubblico a interagire, e ogni volta cambia nel divertimento generale. “Metamorfosi”, realizzato per il Bimillenario ovidiano, è un lavoro del primo biennio coreografi dell'Accademia nazionale di Roma, dove insegno danza e nuove tecnologie. Lavoro che porta avanti un tema prediletto dal Gruppo Alhena, dopo Ovidio's Parade, rassegna dei personaggi delle Metamorfosi in case private di Pescara e il Gran Galà Le Metamorfosi, degli ultimi anni.
Poi Spazio Matta sarà anche residenza artistica con il progetto Bit generation. Di che cosa si tratta?
Il giovane videomaker piemontese High Files animerà di immagini il Matta. Il progetto è chiamato Bit, a metà tra cultura beat e i byte dell'informazione digitale, a sottintendere il passaggio epocale della nostra generazione. L'intervento nasce in collaborazione con Globster, alcuni musicisti del conservatorio di Pescara e danzatori professionisti abruzzesi.
Residenza artistica, prove aperte, analisi dello spettacolo (con progetto Dansomanie): come risponde la città?
Il nostro impegno è finalizzato alla formazione di un pubblico nuovo, attivo. Ci interessa far arrivare a tutti il linguaggio della danza contemporanea, in evoluzione continua. Finora Pescara risponde bene, per la prima volta vedo l'interesse delle insegnanti di danza e delle giovani allieve, hanno colto l'importanza della rassegna. Ma è pur vero che ci si annoia presto di tutto, per tenere alta l'attenzione servono proposte innovative.
Quest'anno artisti arabi a Corpografie, nelle precedenti edizioni provenienti da Europa e estremo oriente. Nella danza come si risolvono le tensioni tra individuo e società?
Corpografie ruota intorno alla figura del performer contemporaneo come metafora dell'uomo stesso. Il corpo, la pelle sono strumento di comunicazione. La danza è linguaggio universale.
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